Il Tirreno

Toscana

La vicenda

Open Arms, tutte le tappe

di Pietro Chelli *
L'imbarcazione
L'imbarcazione

Dal diniego a sbarcare a Lampedusa fino alla sentenza che scagiona Matteo Salvini

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Era l’agosto 2019 quando nelle acque del Mediterraneo era in atto un conflitto tra l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini e la nave della ong spagnola, la Open Arms. Il Viminale negò più volte l’autorizzazione a sbarcare sull’isola di Lampedusa.

Da lì in poi un braccio di ferro durato 19 giorni e poi un processo andato avanti per circa 3 anni. Tra l’1 e il 2 agosto l’imbarcazione di Open Arms salva 124 migranti nelle acque della zona Sar (Search and rescue) libica e chiede l’assegnazione di un porto sicuro a Italia e Malta. Entrambi non acconsentano: Roma, infatti, fa leva sul decreto sicurezza bis. Tre persone vengono poi fatte scendere per motivi di salute e a bordo ne rimangono 121, tra cui 32 minori (di cui 28 non accompagnati). È il 9 agosto e i legali di Open Arms, oltre a chiedere inutilmente lo sbarco quantomeno per i minorenni, presentano denuncia per verificare se con tale blocco non si stia compiendo un reato. Il giorno successivo la nave spagnola salva altre 39 persone.

Il 12 agosto il Tribunale per i minorenni di Palermo riconosce che si starebbe verificando un reato di respingimento alla frontiera con tanto di espulsione dei minori. In meno di 24 ore, Open Arms presenta ricorso al Tar del Lazio contro il decreto sicurezza bis. Il 14 agosto è sospeso il divieto di ingresso nelle acque dei territori italiani, dopo l’accoglienza del ricorso da parte del Tribunale. Open Arms comincia a navigare verso le coste italiane senza ricevere alcuna indicazione per il Porto Sicuro e il 16 agosto presenta una denuncia alla Procura di Agrigento, per omissione di atti d’ufficio. È il 20 agosto quando Luigi Patronaggio, capo della procura agrigentina, dispone lo sbarco immediato degli 83 migranti rimasti a bordo e il sequestro della nave. Il fascicolo delle indagini passa dalla Procura distrettuale di Palermo al Tribunale dei ministri del capoluogo siciliano. Siamo a febbraio 2020 quando, a differenza della respinta per immunità da parte della Giunta, il Senato approva l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini richiesta da parte del Tribunale dei Ministri. Ad agosto la Procura formula la richiesta di rinvio a giudizio al gup di Palermo. Inizia il processo nell’autunno 2021; il leader della Lega è accusato di sequestro di persona e di rifiuto d’atti d’ufficio. In sua difesa c’è Giulia Bongiorno, ex ministra della pubblica amministrazione. Le parti civili coinvolte nel corso dell’udienza preliminare, poi sfociata con il rinvio a giudizio, sono 21.

Tra queste il Comune di Palermo, Legambiente, Giuristi Democratici e Cittadinanza Attiva. I testimoni sono 26, tra cui Luigi Di Maio, ex ministro degli esteri e vicepresidente del Consiglio insieme a Salvini, e l’ex premier Giuseppe Conte. Open Arms chiede la partecipazione di Richard Gere (salito a bordo il 9 agosto 2019), che alla fine non prenderà parte per opposizione della Procura. Il 13 maggio 2022 si svolge la deposizione della capo missione di Open Arms Anabel Montes. A seguire il 2 dicembre dello stesso anno avvengono le deposizioni degli ex ministri tra cui Elisabetta Trenta (ex ministro della Difesa), che ammette di aver rifiutato di firmare il secondo decreto emesso dal Ministero dell’Interno dopo la sospensione del primo da parte del Tar Lazio. Giuseppe Conte di fronte ai giudici sottolinea invece il clima incandescente che si era formato rispetto ad una competizione elettorale.

Il 16 febbraio 2024 prende la parola Matteo Piantedosi e spiega che, per come la vedevano loro, non poteva essere il soggetto privato (in tal caso Open Arms) che decideva a chi chiedere il Pos (Porto sicuro). Si arriva al 20 dicembre 2024, è il giorno della sentenza di primo grado e Salvini è presente in aula a Palermo. Afferma orgogliosamente che non mollerà un centimetro questa sua lotta contro la giustizia e che metterà sempre al primo posto la difesa dei confini italiani. Alle 19,40 arriva la sentenza: Matteo Salvini è innocente perché il fatto non sussiste, secondo i giudici.

*Studente del liceo Copernico di Prato

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