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Perché dovremmo mangiare (quasi) tutti più cavoli: i segreti del “superfood” svelati dall’immunologo


	Diverse tipologie di cavolo
Diverse tipologie di cavolo

Ricco di nutrienti, antiossidanti e proprietà antinfiammatorie è benefico per la salute cardiovascolare e aiuta a prevenire tumori

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Li chiamano “superfood” enfatizzandone le caratteristiche e le proprietà nutrizionali, e sono un po' come gli spinaci per “Braccio di ferro”. «Si tratta di alimenti che, se pur diversi per natura, aspetto e consistenza, sono accomunati da un contenuto di micro e macro-nutrienti percentualmente più alto rispetto alla media degli altri alimenti». Anche se, «per la verità, nessun ente o autorità scientifica ha mai autorizzato l'uso ufficiale del termine superfood, appannaggio molto più di slogan pubblicitari che non delle Scienze della nutrizione». A dirlo è l'immunologo Mauro Minelli, docente di dietetica e nutrizione umana all'Università Lum.

«Ma, per quanto scientificamente inesatta possa essere la definizione continua - non possiamo esimerci dal considerare alcuni alimenti più particolarmente benefici per la salute e il benessere dell'organismo umano. Figura, nel novero dei cosiddetti "superfood”, certamente il cavolo, ortaggio appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa di broccoli, verza e cavolfiore, noto fin dall'antichità più remota per i suoi tanti e diversi benefici nutrizionali».

«Nella mitologia nordica e scandinava, il cavolo era simbolo di fertilità. Si usava, infatti, regalarne alle coppie di sposi che, come auspicio di prosperità, lo avrebbero poi collocato sui davanzali o ancor meglio sui tetti delle loro abitazioni. E lo si considerava così tanto propiziatorio, questo ortaggio, da portare a credere che i bambini non potessero che nascere, appunto, "sotto i cavoli”», prosegue Minelli.

Le varietà

«Esistono diverse varietà di cavolo, da quello riccio, al cavolo cappuccio, dal cavolo nero a quello viola al cavoletto di Bruxelles, tutte generose dispensatrici di sostanze nutritive che arricchiscono i piatti con gusto e colore. Le proprietà salutistiche di questi ortaggi sono numerose in ragione della loro ricca dotazione di sali minerali, antiossidanti e antinfiammatori naturali», spiega ancora l’immunologo. Per sfruttare al meglio le qualità del cavolo, secondo il medico, è consigliabile includerlo nella dieta almeno due volte a settimana, mangiandolo crudo, cotto al vapore, arrostito, in purea, trasformato in riso o come base per la pizza. «Il cavolo è davvero un ingrediente sorprendente e salutare, che merita di essere sperimentato in cucina. Una delle ragioni per le quali il cavolo viene considerato un superfood è la sua ricca dotazione di glucosinolati. Si tratta di composti glucosidici che, nell'intestino, stimolano la produzione di particolari enzimi», avverte l'immunologo Minelli.

La funzione antiossidante

«Questi ultimi, oltre a supportare le funzioni del sistema cardiocircolatorio e della tiroide, contribuiscono tanto a rallentare il naturale invecchiamento cellulare (importante funzione antiossidante) quanto a prevenire l'insorgenza di alcuni tumori, tra i quali soprattutto il cancro della prostata e del colon. Basti pensare che 100 g di cavolo riccio contengono circa 100 mg di glucosinolati. I cavoletti di Bruxelles, addirittura 236 mg».

A chi non fanno bene

«Inoltre le vitamine C ed E, i polifenoli e altri composti bioattivi presenti nel cavolo contribuiscono a migliorare la salute della pelle, rallentando i segni dell'invecchiamento. Per altri versi, invece, le persone con disfunzioni tiroidee dovrebbero moderare il consumo del cavolo per il fatto che le brassicacee, soprattutto quando consumate in grandi quantità o crude, apportano composti "goitrogeni”, cioè antinutrienti che interferiscono con la produzione di ormoni tiroidei. Va anche ricordato che i cavoli assorbono e fissano i minerali presenti nel suolo, come nichel, cromo, cadmio, piombo, nitrati, tanto che da essere spesso utilizzati, insieme ad altre crucifere, per disinquinare e depurare terreni contaminati. Per questo è opportuno che chi ha allergia al nichel non includa nella propria dieta questo alimento», conclude.

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