Rosignano, imprenditore trovato morto nelle acque del porto: ipotesi malore ma si cercano testimoni. Chi è la vittima
L’uomo, 67 anni, di Prato, era arrivato a Rosignano il 4 aprile forse per partecipare a un’assemblea dei soci. È stato trovato in acqua con la tuta e gli occhiali da vista
ROSIGNANO. Erano da poco passate le 10 della mattina di oggi, il Cala de’ Medici di Rosignano era quasi deserto. Proprio a quell’ora i soci erano riuniti in assemblea per deliberare su alcuni temi legati allo sviluppo del porto. Da una delle barche ormeggiate tra il pontile F e il pontile E, nel tratto a sud dove si trovano le barche a vela è partita una chiamata di allarme: «C’è un cadavere in mare».
Trenta metri circa dalla banchina, ancora dentro il porto. Qualche ora dopo si sarebbe chiarito che si trattava di Stefano Rossi, 67 anni, imprenditore di Prato e uno dei soci del locale porto. Lorenzo Porciali, Roberto Mellini e Alessandro Bastioni, dipendenti del Cala de’ Medici, hanno immediatamente attivato le procedure di allarme e saliti sul gommone sono andati a vedere di cosa si trattasse. «Abbiamo subito visto il corpo galleggiare sull’acqua come ci era stato segnalato», racconta Lorenzo Porciali.
«Indossava una tuta, non aveva le scarpe. È stato evidente fin da subito che si trattava di qualcuno che aveva la barca ormeggiata lì vicino e che non era in acqua da troppo tempo». In una manciata di minuti sul posto sono arrivati il personale della Capitaneria di Porto, i carabinieri, il personale del 118 con il medico, i vigili del fuoco con il corpo dei sommozzatori di Cecina.
«La salma è stata tirata su e appurato che non c’era niente da fare per soccorrere l’uomo sono subito cominciate le operazioni di riconoscimento e le indagini di rito», continua a raccontare uno dei testimoni. Fin da subito è sembrato chiaro che non si trattasse di una morte violenta dal momento che l’uomo, nonostante fosse in acqua, aveva ancora sul volto gli occhiali da vista. Un particolare che sembra far escludere che anche la caduta in acqua sia stata violenta o che sia stata causata da un urto.
Gli inquirenti, pur non escludendo nessuna pista, hanno pensato a un malore che ha causato la caduta in acqua dell’imprenditore. Una caduta avvenuta o la mattina di oggi oppure durante la notte. Era abbastanza chiaro dall’abbigliamento che si trovasse sulla barca: era arrivato in porto intorno alle 22 di venerdì a bordo della sua auto ed era salito in barca con l’intenzione di dormire lì e forse partecipare all’assemblea fissata per l’indomani mattina. Non ci sarebbero testimoni su quanto sia poi accaduto, nessuno lo avrebbe visto dalla sera prima.
I rilievi, in porto è arrivata la scientifica, sono durati fino alle 15 del pomeriggio e sono stati sentiti tutti i testimoni: chi ha dato l’allarme e che si trovava a bordo della propria barca, il personale che è intervenuto per primo, l’amministratore delegato del Cala de’ Medici Matteo Italo Ratti arrivato sul posto non appena avvertito di quanto stesse accadendo. Nessuno avrebbe però visto il momento in cui l’uomo è finito in acqua.
Una volta appurato che si trattava di Stefano Rossi è stata avvertita la famiglia e la salma, recuperata dal servizio funebre della Pubblica Assistenza di Rosignano Marittimo trasferito a medicina legale per consentire l’autopsia che dovrà appurare qual è la della morte ma anche comprendere da quanto tempo l’imprenditore fosse in acqua.
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