Pisa-Modena, Cuoghi: «Giocatori con caratteristiche perfette per Inzaghi». E ne cita uno su tutti. «Lo Spezia? Ha commesso un errore»
Il doppio ex: «È l’allenatore giusto al posto giusto. Basta vedere il grandissimo campionato di Moreo»
PISA. Pisa-Modena è anche la partita di Stefano Cuoghi. Modenese di nascita, calciatore gialloblù (cinque campionati) e grande protagonista a Pisa. In quattro stagioni due promozioni in A, 1986-87 e 1989-90, una salvezza nella massima serie, una Mitropa Cup e una semifinale di Coppa Italia persa con il Napoli di Maradona e Careca. Cuoghi è stato anche allenatore del Pisa, ha vinto il campionato di serie D nel 2009-2010, e segue sempre con grande attenzione il campionato di B.
Cuoghi, la sorprende vedere il Pisa così in alto?
«Fin qui ha tenuto un rendimento altissimo, fatto di grande costanza. La reazione avuta dopo le due sconfitte contro Sassuolo e Spezia è stata importante. Credo sia stata trovata l’amalgama giusta tra società, giocatori e allenatore».
Quanto sta incidendo Filippo Inzaghi?
«È l’allenatore giusto al posto giusto. Le caratteristiche dei giocatori sono perfette per quello che chiede Inzaghi. Basti pensare al campionato bellissimo di Moreo».
Quali insidie può trovare la squadra da qui alla fine?
«Le insidie ci sono sempre, ma il Pisa ha il destino nelle proprie mani e non può farsi sfuggire questo traguardo. Non è secondo per caso, se lo è meritato ampiamente».
Che avversario si troveranno di fronte i nerazzurri?
«Il Modena è una buona squadra con giocatori importanti per la categoria, penso a Palumbo, ma anche a Mendes. Con l’arrivo di Mandelli la squadra è cresciuta, ma forse ha fatto qualche pareggio di troppo. Il Pisa deve rispettare il Modena, continuando a essere concentrato e attento. Anche quella di Cosenza poteva essere una partita insidiosa, ma la squadra è stata brava a renderla facile».
Oltre al Pisa che idea si è fatto sul campionato?
«Il Sassuolo ha quattro giocatori fuori categoria come Berardi, Laurienté, Thorstvedt e Doig. È normale vederlo in testa. Mi hanno deluso finora Cremonese, Palermo e Salernitana. Come il Pisa anche lo Spezia è andato oltre le aspettative, anche se la squadra di D’Angelo, che ha fatto un ottimo lavoro, dipende tanto dai fratelli Esposito. A mio modo di vedere hanno commesso un grave errore puntando su Lapadula. Accanto a Pio Esposito rendevano meglioDi Serio e Soleri, perché si sacrificano molto di più per la squadra. Quando una squadra va bene non devi minare certi equilibri, valo lo stesso per l’arrivo di Chichizola, anche lui bravissimo portiere, mentre Gori stava facendo bene».
Forse anche qui sta la differenza tra Pisa e Spezia nell’ultimo periodo?
«A gennaio devi mettere i tasselli giusti senza creare troppi problemi. Il Pisa in questo senso ha lavorato molto bene e vanno fatti i complimenti alla società. Sono arrivati quattro giocatori importanti, ma che sanno anche accettare la panchina e farsi trovare pronti quando serve. Come abbiamo fatto noi nel campionato 1989-90 quando ci siamo rinforzati con l’arrivo di Bosco e Neri nel mercato di ottobre».
A proposito di quella stagione, Anconetani si arrabbiò molto nonostante la promozione conquistata in netto anticipo: che ricordi ha?
«Aveva ragione Romeo. Con il Cosenza, quando conquistammo matematicamente la serie A, giocammo male. Lui voleva che tutti tenessero la concentrazione alta per arrivare primi davanti al Torino. Ho avuto la fortuna di giocare spesso in squadre che lottavano per vincere, in B ma anche in serie A, e questi insegnamenti mi sono serviti molto. La differenza nelle carriere dei giocatori la fanno anche questi particolari. Da questo punto di vista il Pisa di oggi, con un allenatore con la mentalità di Inzaghi, può stare tranquillo».