Nave incagliata all’Elba: «Scongiurata la possibilità di inquinamento». Cosa prevede il piano di recupero – Video
Vertice alla Capitaneria di Portoferraio: «Incontro operativo per la pianificazione delle operazioni successive»
ELBA. Proseguono le operazioni della Guardia costiera per la messa in sicurezza della Fugro Mercator, incagliatasi sugli scogli in località Enfola nella notte tra sabato e domenica scorsa (23 marzo).
Al termine delle operazioni di verifica – anche subacquee – «che hanno scongiurato la possibilità di inquinamento delle splendide acque dell’arcipelago toscano», in via precauzionale sono state stese le cortine di “panne galleggianti”, «ossia i dispositivi di contenimento che isolano lo scafo dalle acque circostanti», spiegano dalla Guardia costiera in una nota del pomeriggio di lunedì 24 marzo.
Il vertice
Stamani, intanto, si è tenuto presso la Capitaneria di Portoferraio, un incontro operativo «volto alla pianificazione delle operazioni successive». L’incontro, organizzato dall’Autorità marittima, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della società armatrice, attivatasi fin dalle prime ore per fornire la «massima collaborazione» e dell’impresa specializzata nelle attività di recupero.
La Capitaneria di Portoferraio, in queste ore, sta analizzando il piano di recupero presentato dagli specialisti, «compresa la possibilità di svuotamento dei serbatoi della nave, al fine di poter garantire lo svolgimento delle operazioni nella massima cornice di sicurezza». Una volta garantita la sicurezza preliminare, saranno poste, viene ancora spiegato nella nota a riguardo, in essere le «più opportune azioni per assicurare, anche con l’ausilio di mezzi navali specializzati, la messa in galleggiamento, la rimozione e il rimorchio dell’unità presso un cantiere navale, dove verranno effettuati i necessari lavori di ripristino dello scafo».
La Guardia Costiera è inoltre impegnata in costanti attività di monitoraggio con propri mezzi aeronavali ed è attualmente confermata «l’assenza di inquinamenti marini dovuti a sversamenti di combustibile».