Il Tirreno

Livorno

Il riconoscimento

Dario Ballantini-Valentino riceve la Canaviglia nella sua Livorno e anticipa il prossimo personaggio in tv: «Ecco chi sarà»

di Franco Marianelli
Dario Ballantini-Valentino riceve la Canaviglia nella sua Livorno e anticipa il prossimo personaggio in tv: «Ecco chi sarà»

L'artista imita lo stilista tra aneddoti e simpatia: "Quella volta che mi scambiarono per il vero Papa Francesco"

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LIVORNO. La Canaviglia, il più grande riconoscimento conferito dal Comune di Livorno a Dario Ballantini. Ma nella sala delle Cerimonie a sorpresa a ritirarla c’era “Valentino” ovvero lo stesso artista livornese che ringrazia il sindaco Luca Salvetti con la voce e la mimica del noto stilista. Una cerimonia-show perfettamente in sintonia con la genialità del poliedrico artista nazionale, tra autorità, colleghi e familiari di Ballantini.

«Artista poliedrico che, attraverso la sua carriera di attore, imitatore e pittore,ha portato il nome della nostra città sui palcoscenici nazionali e internazionali – si legge sul papiro allegato al riconoscimento – contribuendo significativamente alla promozione della cultura in generale e di quella livornese in particolare».

L’artista ambasciatore di livornesità nel Paese. Come sottolinea lo stesso Ballantini anche nei momenti nei quali è in giro per l’Italia per le sue tournèe: «Ricevo quesiti dalle persone – racconta - sulla nota cultura della satira che ci contraddistingue».

Riprende Salvetti: «Questa è la 13esima Canaviglia: la prima fu a Carlo Azeglio Ciampi nel 2006 poi le altre, molte di queste a personaggi che, come Ballantini, hanno espresso la specificità culturale di Livorno, Carlo Virzì, Francesco Bruni e Mario Cardinali». Fra il pubblico un’altra “Canaviglia” nelle persona di monsignor Paolo Razzauti. Riprende l’artista: «Livornesità che rappresenta pure il motore di Striscia la Notizia, la trasmissione che mi ha reso famoso: oltre al sottoscritto, nello staff ci sonoDavid Lubrano e, seppur ora in pensione, Max Greggio».

Ma il riconoscimento non va solo al concittadino imitatore ma pure all’anima di pittore (inaugura il 5 aprile una sua mostra in via Rossini nei locali di Castagneto Banca 1910). «Devo al mio prof di Disegno al liceo Cecioni Giancarlo Cocchia le mie qualità artistiche. Prima di lui però sia mio padre, sia mio nonno mi avevano incentivato in questa direzione come in quella artistica. Il personaggio di Valentino ce l’ho impresso sin dai tempi nei quali mio padre ironizzava in Tv sui ridicoli chiffon e abbellimenti vari delle indossatrici». Si chiede all’artista a quale dei 71 personaggi imitati a Striscia sia più legato: «Valentino mi ha dato la notorietà ma ho due episodi che non potrò scordare. Il primo quando nei primi giorni di pontificato mi truccai da Papa Francesco ( tre ore per farlo) per recarmi vicino al Vaticano per girare lo sketch. Nemmeno il tempo di scendere e una folla di fedeli, scambiandomi per il vero Francesco, mi circondò per una benedizione. Colpì in quella folla l’amore incondizionato per il Papa peraltro in quei giorni ancora poco conosciuto». Il secondo ? «Riguarda l’imitazione del celebre volto di Forza Italia Michela Brambilla. Mi truccarono talmente bene, ero così sexy, che alcuni operatori della security cominciarono a seguirmi con sguardi voluttuosi probabilmente prendendo in considerazione l’ipotesi che fossi l’originale».

A Ballantini scappa una “spoilerata”: «Il prossimo personaggio ? Stiamo pensando al generale Vannacci. Lo vogliamo fare “alla rovescia”, come da suo libro, gentile e sensibile alla differenze altrui». Chiude il sindaco coetaneo di Ballantini: «Ricordo il giorno in cui ho conosciuto Dario: eravamo invitati ad un evento a casa del pittore Rotini ad Antignano e lui si esibì in una magistrale interpretazione di Petrolini il celebre cabarettista romano».l


 

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