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Nunzio, dalla Norvegia a eremita nel cuore delle Alpi Apuane: «I tre motivi che mi hanno portato a isolarmi quassù»

Nunzio con l’assessora di Stazzema Anna Guidi
Nunzio con l’assessora di Stazzema Anna Guidi

Ha preso la residenza all’alpeggio di Ranocchiaia: «Coltivo frutta e verdura, anche se i cinghiali mi mangiano gli zucchini»

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STAZZEMA. L’aria è pulita e le montagne in cerchio quando apre la finestra. Il mare non lo vede, ma dista a pochi chilometri. Così Nunzio Annunziata, 44 anni, originario di Sarno in provincia di Salerno, ha deciso di trasferirsi in Versilia, nel cuore delle Alpi Apuane.

In paradiso

Ha scelto l’alpeggio di Ranocchiaia, a oltre 800 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Pania. Un luogo immerso nella natura, dove le auto non arrivano: si deve percorrere un sentiero di oltre 20 minuti che si imbocca da sopra il paese di Pruno. Lì, dove ha comprato una piccola casetta in sasso, la spesa e qualsiasi altro bene di necessità va caricato sulla schiena o nello zaino. Ma per Nunzio questo non è un problema: «Ho già portato a spalla quintali di mattoni, tavole e attrezzature varie, che mi sono serviti per la manutenzione straordinaria – spiega sorridendo – devo finire la parte dell’impianto fotovoltaico, il pacco batterie e il quadro elettrico. Anche le opere murarie le ho realizzate tutto da solo».

Chi è l'eremita

Di professione Nunzio è un elettrotecnico, ma in realtà sa fare di tutto. È ingegnoso e il fatto di poter essere indipendente lassù e autoprodurre quello che vuole è una sfida che gli ha reso questa scelta di vita ancora più entusiasmante. Lavora in un albergo a Marina di Pietrasanta, si occupa della parte elettrica e della manutenzione in generale. Ogni giorno fa avanti e indietro da lassù: scende dalle Alpi Apuane per arrivare fino sulla costa. Martedì 1 aprile si è recato all’ufficio anagrafe del Comune di Stazzema proprio per chiedere la nuova residenza. «La mia residenza passerà – spiega – direttamente dalla Norvegia a Stazzema, dove ho acquistato tre anni fa la mia prima abitazione della vita, e pian piano l’ho ristrutturata. Qui tengo pulito il verde intorno, ho piantato le viti, i pomodori e gli zucchini (che me li mangiano i cinghiali), poto la noce e ultimamente ho installato una antenna dato che ho la patente da radioamatore e posso utilizzare tutte le frequenze radio».

L'arrivo in Toscana

Nunzio in Toscana è arrivato per la prima volta 15 anni fa, quando fece il militare a Livorno. «In quell’occasione ho conosciuto Pisa, sono stato a lavorare a l’Isola d’Elba e poi ho viaggiato tre anni finché non mi sono fermato in Norvegia», racconta. Lì ha lavorato per una multinazionale norvegese occupandosi di riparazione elettromeccaniche. Un’altra esperienza è stata in Africa a Khartum dove ha prestato servizio con Emergency all’ospedale cardiochirurgo dopo aver tenuto un corso per apparecchiature radio medicali. Poi è stato in Trentino lavorando nelle centrali geotermiche, quindi è tornato nel centro Italia a Pesaro e Urbino, per poi approdare in Versilia. «Desideravo fermarmi in un paesino – dice Nunzio – sai quelli da ripopolare. Sono passato dalla Versilia con un’amica e ho scelto le Alpi Apuane per tre motivi: primo perché mi sono subito sentito a casa; secondo perché le Alpi Apuane per me significano l’opposizione ai regimi totalitari, con il movimento dei partigiani durante la seconda guerra mondiale e prima ancora perché qui è nata l’anarchia italiana; terzo motivo perché da un punto di vista geo-morfologico coabitano qui il mare e la montagna».
 

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