Il Tirreno

Toscana

La tragedia

Uccide a coltellate la madre, poi dà fuoco alla casa: le ore di agonia, la confessione e il delitto nel borgo toscano

di Paolo Nencioni
La villetta avvolta nel fumo, il medico legale e i vigili del fuoco (foto Nucci/Innocenti)
La villetta avvolta nel fumo, il medico legale e i vigili del fuoco (foto Nucci/Innocenti)

Il 22enne: «Non la sopportavo più». L’accusa è quella di omicidio volontario

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VERNIO (PRATO). Non la sopportava più. Così David Morganti, 22 anni, ha giustificato davanti al procuratore Luca Tescaroli e al sostituto Laura Canovai il macello scoperto oggi (25 febbraio) poco prima dell’alba in una villetta di Montepiano, il borgo di montagna dove la Toscana finisce e comincia l’Emilia. Cioè l’omicidio della mamma, Anna Viliani di 60 anni, morta dopo un’agonia di 11 ore, e l’incendio appiccato alla casa. Non la sopportavo più, ha detto, e non sopportava nemmeno il padre, il fratello e la fidanzata del fratello. Avrebbe voluto uccidere anche loro, ha fatto capire con una certa fatica, perché David è sordomuto, porta un apparecchio e non riesce a esprimersi fluentemente.

La confessione

A raccogliere la sua confessione, nella caserma dei carabinieri di Vernio, muti e attoniti pure loro di fronte all’orrore, c’era anche il difensore nominato d’ufficio, l’avvocata Roberta Roviello, che ora presumibilmente giocherà la carta dell’infermità mentale. Al momento, infatti, non ci sono altre motivazioni dietro al brutale omicidio, se non un disagio psichico o cognitivo ancora tutto da valutare.

La ricostruzione

Che era successo qualcosa di grave a Montepiano si è cominciato a capire quando dalla villetta di via Toccafondi, sopra il lago Fiorenzo, è iniziato a uscire il fumo nero. Intorno alle 5 la casa stava bruciando e David stava vagando per strada in stato confusionale. I vigili del fuoco hanno avuto il loro bel daffare per spegnere l’incendio, perché David, come ha spiegato dopo in caserma, aveva appiccato le fiamme in ogni stanza con l’accendino, dopo aver spruzzato lacca e profumo. Quasi subito è stato scoperto il corpo senza vita della madre, ma poi l’incendio ha ripreso vigore e alle 11 i pompieri erano ancora al lavoro, dopo aver fatto evacuare gli occupanti della villetta adiacente. I particolari più crudi sono emersi piano piano. All’inizio si è parlato di un cadavere coi segni di tre coltellate, poi il medico legale Luciana Sonnellini, arrivata intorno alle 10, ha stimato che i colpi siano stati più di dieci, nessuno in un punto vitale. E che l’aggressione possa essere avvenuta ben 11 ore prima della scoperta del cadavere, cioè nel tardo pomeriggio di lunedì.

Il coltello e la richiesta d’aiuto

Il resto della storia l’ha raccontata il figlio. David ha detto di aver colpito la madre con un coltello da cucina (ha detto anche dove lo ha preso e dove lo ha buttato). La madre ha tentato di scappare ma lui l’ha raggiunta e colpita di nuovo. La donna a questo punto è caduta, non è riuscita a rialzarsi, ma non è morta subito. Probabilmente ha chiesto aiuto e nessuno l’ha sentita per alcune lunghissime ore. Però David ora giura che era già morta quando lui ha deciso di dare fuoco alla casa, non è chiaro se per cancellare le prove o se ancora in preda a un delirio distruttivo.

L’omicidio è avvenuto in una casa dove la gioia se n’era andata da un pezzo, nonostante ora i conoscenti di Anna Viliani la descrivano, inevitabilmente, come una donna solare. Il marito non vive più nella villetta da qualche tempo e ha trovato un’altra sistemazione in paese; il figlio ha gravi problemi, non solo di parola e di udito; la madre fino a lunedì sbarcava il lunario facendo saltuariamente le pulizie. Non c’erano i soldi per finire la ristrutturazione della casa, che infatti è incompleta. E soprattutto sulle spalle di Anna gravava il peso di prendersi cura di un ragazzo che, ora si sa, era una bomba pronta a esplodere. Per questo, nonostante qualche reazione violenta, non l’ha mai denunciato. «Ha fatto la mamma fino alla fine» si lascia sfuggire uno degli investigatori. E forse è la sintesi perfetta della storia.
Il Comune

Dal Comune di Vernio fanno sapere che il caso di David Morganti era ben conosciuto. Più volte gli assistenti sociali si erano occupati di lui e avevano preso in carico l’intera famiglia. Insomma dicono che la situazione era monitorata e che per Anna Viliani non si può parlare di una tragedia della solitudine, ma col senno di poi, immaginare i lunghi pomeriggi invernali nella villetta di via Toccafondi insieme a David fa venire in mente “Shining” piuttosto che i fasti della “Perla dell’Appennino”, come era soprannominata Montepiano quando era meta delle vacanze dei pratesi, come testimoniano le vestigia delle tante villette stile Liberty intorno al lago. David Morganti è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario ma non può stare in carcere. Sarà piantonato in una struttura sanitaria almeno fino a quando non comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per ripetere quanto ha già detto al procuratore e ai carabinieri.

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