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Eccellenza maremmana da quattro generazioni

Eccellenza maremmana da quattro generazioni

Azienda Agricola Santa Lucia, la realtà di Grosseto che ha saputo cambiare negli anni

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Gli inizi come azienda agricola tradizionale che si sostentava grazie ai prodotti della Maremma, la svolta verso la viticoltura e l’avvio della realtà verso l’eccellenza nel settore. è la storia di più di un secolo di storia dell’azienda agricola Santa Lucia di Collecchio, realtà famigliare di Grosseto. Chi visita la realtà maremmana può ususfruire di diversi servizi e prodotti, a partire dai wine tour con degustazione sulla terrazza panoramica e dai prodotti dell’azienda agricola che valorizzano questa zona della Toscana, fino all’agriturismo attivo dagli anni Novanta. Questa offerta variegata è il frutto di un continua e costante evoluzione di Santa Lucia nel corso del Novecento.

In continua trasformazione

Tutto è partito nel secondo dopoguerra, come racconta il responsabile commerciale e marketing, Luca Scotto: “La famiglia di mio padre possedeva dei terreni a Santa Potenziana, su Monte Argentario, dal 1886. Dopo la seconda guerra mondiale mio nonno Nicola si trasferì a Fonteblanda, dove avviò un’azienda agricola a 360 gradi. Negli anni Settanta ci fu il primo cambio di passo, dettato da mio padre Luciano, che iniziò a studiare in autonomia enologia. Seguì la sua intuizione contro il parere dei genitori, al punto da dover acquistare l’uva da mio nonno e l’attrezzatura per la trasformazione”. Grazie all’’enologo Marco Stefanini, nel 1980, c’è stata la prima vendemmia dei vini Brigante Vermentino e Ansonica Santa Lucia, prodotti storici tra i più venduti ancora oggi. Nel 1992 Santa Lucia ha aperto l’agriturismo, “gestito da mia madre, Tosca Pazzagli, e da mia moglie Ottavia Capaccioli. I miei genitori sono stati precursori anche in questo, ottenendo la seconda licenza in provincia”. Nel 1999 c’è stato il primo passaggio di testimone, con l’affido della produzione vinicola a Lorenzo Scotto che, dopo la laurea in enologia, ha seguito la sua prima vendemmia: “Da quel momento mio padre, riconoscendo la sua passione e il suo talento, gli ha affidato la gestione della cantina”, continua Luca Scotto. Nel 2010, anno in cui è entrato in azienda anche Luca, la realtà è stata trasferita a Collecchio: un cambiamento che ha portato un beneficio qualitativo e quantitativo alla realtà. “La vecchia cantina era nata sulle strutture di un vecchio podere della Maremma – precisa Scotto - nostro padre si era adattato alle disponibilità della struttura esistente; questo ovviamente limitava in termini quantitativi e qualitativi la produzione. Grazie a dei nuovi ambienti dedicati e alle attrezzature moderne abbiamo vissuto una crescita vendite. è stato un grosso investimento per l’azienda, che così ha potuto crescere”.

Tra accoglienza famigliare e buon rapporto qualità-prezzo

Tra le caratteristiche più apprezzate dai clienti dell’azienda agricola Santa Lucia spicca soprattutto il rapporto qualità-prezzo, presente in tutti i servizi che la realtà maremmana offre. “Cerchiamo di garantirlo su ogni attività, dall’accoglienza in agriturismo al tour della cantina, alla vendita delle bottiglie”, racconta Scotto. Da non sottovalutare lo stile famigliare e il rapporto diretto con il cliente. “I componenti della famiglia gestiscono tutte le fasi dei servizi - illustra il responsabile - e cerchiamo di trasmettere questo aspetto relazionale anche nei ragazzi del nostro staff. Per noi è molto importante che lo assorbano, cosicché possano interfacciarsi con il cliente emanando famigliarità, calore e vicinanza”. Nonostante le difficoltà degli anni del Covid Santa Lucia ha dimostrato molta flessibilità e una buona reazione ai cambiamenti: grazie alla sua solidità è rimasta in piedi, è cresciuta e ha attivato nuovi servizi ai distributore B2B e ai clienti B2C.

Dal Tore del Moro all’Ansonica: l’offerta variegata 100% toscana

La realtà agricola produce da diverse generazioni vini di alta qualità provenienti da pregiati vitigni autoctoni: Vermentino e Ansonica per i bianchi, Sangiovese, Ciliegiolo e Alicante per i Rossi. Produrre vino per la famiglia Scotto significa lavorare uva selezionata e raccolta in terreni vocati: Santa Lucia si estende lungo 40 ettari coltivati a vigneto con uva Sangiovese, Morellino, Vermentino, Syrah, Ansonica, Alicante, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Viognier e Ciliegiolo per una produzione annuale di circa 220mila bottiglie. La cantina è stata premiata nel 2020 da Slow wine e i suoi vini hanno ottenuto diversi riconoscimenti, sia in Italia sia all’estero.

Nel calice

Il punto fermo di Santa Lucia è la qualità, ottenuta attraverso un rigido controllo di tutte le fasi di lavorazione. A Magliano viene prodotto il DOCG Morellino di Scansano, da cui Santa Lucia ricava tre vini: Tore del Moro, Tore del Moro Riserva e A’Luciano (ideato in onore di Luciano Scotto). Sugli stessi terreni si coltiva l’uva da cui nascono il DOC Maremma Toscana Rosso “Betto”, il DOC Maremma Toscana Cabernet Sauvignon “SL” e il DOC Maremma Toscana Ciliegiolo “Canapone”. L’Ansonica viene prodotta dallo storico vigneto di famiglia sul Monte Argentario (a 300 metri sul livello del mare), mentre, sui terreni di Orbetello, dalle diverse tipologie della Costa Toscana IGT si ottengono il Vermentino “Brigante”, l’Ansonica “Santa Lucia”, il Sangiovese “Losco”, mentre per la Maremma Toscana DOC il Vin Santo “Graticcio” e lo Spumante “PerLapo”. Nei prossimi mesi verrà svelato il restyling delle etichette di quattro bottiglie di Santa Lucia. All’offerta di vini e grappe, nel 2020 si è aggiunto anche il gin “Argintario”, un prodotto che esprime al meglio l’essenza della Maremma e dell’Argentario, le terre che lo hanno ispirato. Nel 2022 è stato premiato al World Gin Awards - best italian compound e ha ricevuto molti altri riconoscimenti italiani e internazionali. Dal 2012 si possono prenotare delle visite alla cantina e dei wine tour con degustazioni sulla terrazza panoramica che affaccia sui vigneti.

www.azsantalucia.com

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