Forte dei Marmi, il nuovo hotel si affitta a una sola persona: il costo a settimana, le opere d'arte e la clientela
In Versilia l’extralusso diventa privato: Casa Maitò con le sue suite è pensata per un unico ospite
FORTE DEI MARMI. Centoventimila euro alla settimana, per soggiornare come ospite esclusivo in un boutique hotel incorniciato fra gallerie e opere d’arte e sospeso a un soffio di brezza dal mare. “Sbarca”, sul lungomare “Casa Maitò”, l’ultimo gioiello dell’hotellerie fortemarmina con il marchio del Gruppo Continental, che nasce dalla riqualificazione e trasformazione (mantenendo i volumi) dell’ex hotel Giada. Per un design pensato e progettato dall’archistar fiorentino Marco Casamonti. Quindici i dipendenti di una struttura (già aperta e quindi a disposizione della clientela) che come, da premessa, avrà la formula dell’affitto completo settimanale a un costo di circa 120 mila euro, con servizi in dialogo col vicino Maitò beach club, lo stabilimento balneare sempre del Gruppo Continental.
Insomma siamo nella categoria extralusso, quella per intendersi, dove non si bada a spese per privilegiare l’eccellenza. Basta dare uno sguardo al rivestimento dell’edificio esterno composto da «tarsie e gelosie di ceramica, montate su telai metallici. Inoltre, essendo la ceramica installata su pannelli scorrevoli elettricamente, lo spazio interno può aprirsi per ottenere una piena vista panoramica verso la costa. La scelta cromatica è ricaduta sul bianco, anche come omaggio alle Alpi Apuane» fanno sapere da Casa Maitò.
Com'è fatto l'hotel boutique
Cinque le suite dell’edificio che porteranno in dote materiale pregiato come ottone, bronzo, rame, legni rari, pelle e tessuti di altissima qualità. Con l’ultimo piano e il piano attico con terrazza con piscina panoramica e un soggiorno all’aperto, riservato a un’altra suite, quella presidenziale impreziosita da un soffitto che evoca la Versilia con una mappa tridimensionale della costa e dei suoi edifici più iconici. Al piano terra la hall, un ampio spazio soggiorno e la cucina del ristorante (che verrà attivato in un secondo momento); al livello interrato la zona benessere con piscina, sauna, bagno turco, sala massaggi e palestra.
Le opere d'arte
La particolarità di Casa Maitò è data anche dalla presenza di opere d'arte. «L’ingresso è segnato da un’imponente porta con telaio bronzeo su cui sono fissati due pannelli neri, opera di Emilio Isgrò. All’interno, il soffitto del piano terra è stato realizzato dall’artista bolognese Francesca Pasquali che ha immaginato – si legge in una nota – un’installazione di scaglie metalliche scintillanti e variamente inclinate evocativo delle vibrazioni e dei riflessi della superficie del mare. Il vano scala, tutto rivestito in marmo con gradini in legno, è impreziosito nel centro da una scultura di Gustavo Vélez sottoforma di un incremento di acciaio inox lucido che si estende dal piano terra alla sommità dell’edificio alla stregua di una fiamma. Casa Maitò contiene moltissime altre opere d’arte come il bancone bar/reception ideato dallo scultore armeno MIkayel Ohanjanyan, dove un blocco di marmo tagliato è tenuto assieme da cavi d’acciaio o le suggestive immagini del fotografo fiorentino Massimo Listri».
La clientela c'è
I costi alti di soggiorno con la formula “affitti Casa Maitò e porti chi vuoi” non sembrano però scoraggiare la clientela, soprattutto quella straniera, visto il numero, significativo, di prenotazioni.