Pistoia, Della Rosa: «Rowan colpevole, ma altri non ci hanno mai tutelati». E risponde su una possibile (clamorosa) fusione
Basket, la nostra intervista a Gianluca Della Rosa sulla stagione di Estra: «Proveremo a salvarci fino alla fine». Quell’episodio su Maverick Rowan
«Un cavaliere non lascia mai la sua Signora», rispondeva così Alessandro Del Piero sul perché fosse rimasto anche in B, con la sua Juventus. Togliete adesso la parola “Signora” e sostituitela con “città”, e avrete un concentrato perfetto, a queste latitudini, di quello che rappresenta per Gianluca Della Rosa, specialmente in questa stagione, il Pistoia Basket. La grande sofferenza dopo la grande gioia dei playoff raggiunti lo scorso anno. Un amore incondizionato per la squadra della città dove è nato, quasi 29 anni fa.
Capitano, stagione travagliata, in primis in società. Ron Rowan unico colpevole come tanti dicono o anche la dirigenza italiana ha delle responsabilità?
«Rowan c'ha messo tantissimo del suo. Dal suo arrivo ha fatto grandissimi errori. Sicuramente mi potevo aspettare di più dalla dirigenza italiana per dare una mano a chi questa squadra la vive da tanti anni, e non mi riferisco certo a Dario Baldassari e a Marco Sambugaro. Ma ad altre persone che in un'annata disastrosa non ci hanno per niente tutelati».
Rowan tiranno. Chi ha sofferto di più di questa situazione: squadra o staff?
«Tutti allo stesso modo. Quando poi provi a voler cambiare e non ti viene concesso stai male. In primis noi italiani. Ma anche Paolino (il custode, nda) Tronconi, Sambugaro e tanti, tantissimi altri».
Maverick Rowan una spia, l'ha detto coach Okorn. Ci racconti un episodio.
«Ce ne sarebbero 18mila, ne cito solo uno: faceva colazione in trasferta non con noi ma solo con suo padre e suo fratello. Si vedeva dalle piccole cose che non poteva funzionare. Dal primo giorno Maverick era una cosa a parte».
A febbraio tanti hanno lasciato Estra. Lei è rimasto. Nessuna offerta?
«Tutti noi italiani abbiamo ricevuto tantissime offerte, tante in A2 (non fa nomi, nda). Noi però ci siamo guardati in faccia: abbandonare ora è molto facile. Ma non ce l'abbiamo fatta. Soprattutto io e Saccaggi, e abbiamo deciso tutti insieme di rimanere».
Joseph David inietta denaro fresco e poi è costretto a tornare negli States per un grave lutto che lo ha colpito, la morte della madre. Ma per alcuni anche un modo per poter vendere “meglio” Estra a fine stagione. Ci crede lei che gli statunitensi restano anche se scendete in A2?
«Ci ho parlato e devo essere sincero: è francamente dispiaciuto. Mano sul fuoco dopo questa stagione però non la metto su nessuno. Voglio tuttavia provare a dargli fiducia».
Scontro Baraonda-Saracca: da che parte sta(va) Gianluca Della Rosa?
«Totalmente dalla parte della curva. Dario Baldassarri fece un ottimo lavoro per provare a ricucire lo strappo, anche coinvolgendomi. La curva ha una voglia matta di sostenere la squadra, in ogni momento. Nonostante le sconfitte. C'è solo da ringraziarli i ragazzi: fanno sold out in curva Pistoia e ci seguono ad ogni trasferta. Sono un patrimonio per questa città. Impensabile criticarli».
L'anno scorso di questi tempi vittoria a Bologna contro le V Nere targata Brienza. Che effetto fa un anno dopo?
«Bastava poco per rifare una stagione come lo scorso anno. Molta rabbia perché le cose sono state fatte male. La faccia ce la mettiamo noi, perché abbiamo rispetto della città e del tifo. Fa male, anche perché siamo stati criticati da alcuni personaggi della società».
Bastava poco: tenere Brienza per esempio?
«Assolutamente, senza pensarci un minimo».
Pistoia fanalino di coda in A1, con un roster monco ed un calendario ostico. Quanto ci crede alla salvezza?
«Finché la matematica non ci condanna lotteremo. Non molliamo assolutamente».
Della Rosa: prossimo anno A2 e fusione con le montecatinesi per risalire subito. Lo farebbe sempre lei il capitano?
«Basta giocare a Pistoia e coi colori biancorossi (sorride, nda)».
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