Livorno, il quartiere della Rosa tra cavalcavia, radici di pini e l’ex circoscrizione: "Ecco cosa non va e le nostre idee"
Anna Maria Neri e l'associazione del rione: "Sotto il ponte rifiuti e una baracca in disuso"
LIVORNO. «A volte un problema può trasformarsi in un risorsa: in via Ludovico Antonio Muratori la radice di un pino attraversa tutta la via e fa da dissuasore per i mezzi che vi passano», usa l’arma dell’ironia Anna Maria Neri nel fare l’elenco dei problemi del quartiere La Rosa che il prossimo 11 maggio (peraltro Festa della Mamma) sarà in festa. Un modo per riassemblare la comunità del quartiere, il senso di appartenenza. Partendo da quel che a detta dei residenti c’è da migliorare. Lei nel rione è un po’ la “sindaca”. Una cittadina pasionaria molto attiva. Anima dell’associazione di quartiere.
Dai pini al cavalcavia
«Il problema dei pini è uno tra i principali del quartiere: nell’ottobre scorso ne cadde uno in via Francesco De Sanctis e solo per un fortuito caso si è evitata la tragedia. Poi le radici “scoppiano” dappertutto, come nel caso di via Muratori, e modificano lo stato delle strade».
Neri, ex consigliera comunale, eletta per acclamazione “sindaca” virtuale del quartiere dai membri dell’associazione di fatto nata per rivitalizzare questa realtà (di recente l’associazione stessa ha organizzato una partecipatissima festa di quartiere nei locali del circolo Arci), è un torrente in piena nell’elencare la lista dei problemi del quartiere satellite nato negli anni ’60 nel quadro del progetto “Case Fanfani” dal nome del ministro del lavoro Amintore Fanfani, protagonista allora di un grande piano di edilizia residenziale.
«Il preambolo all’elenco delle cose da risolvere sta nel fatto che a La Rosa spesso non sappiamo a chi appartengano determinate aree: a Casalp (il vecchio Iacp “Istituto Autonomo Case Popolari”) ? Al Comune ? Ai privati ? E di conseguenza non sappiamo chi si deve fare carico di determinati interventi come ad esempio la manutenzione del verde». Pini a parte, si entra nei dettagli delle criticità:
«Fra gli altri il primo è costituito dal cavalcavia che attraversa l’Aurelia. Qualcuno nel quartiere vorrebbe addirittura demolirlo sostenendo come il ponte avesse un senso nei tempi nei quali i Tir passavano da qui non avendo allora questi super o autostrade a disposizione. È vero che la struttura ti permette di bypassare l’Aurelia ma è anche vero che gli inquilini le cui finestre si affacciano sul ponte hanno il traffico a due metri dal salotto o dalla cucina. E comunque il ponte non è ben messo, se non si vuole abbatterlo, andrà pur fatto».
La baracca in disuso
Ma le problematiche legate al ponte non finiscono qui: «Sotto il ponte si sono accumulati rifiuti sopratutto in prossimità di una baracca abbandonata da cui escono ogni giorni topi. Cosa segnalata a Comune, a Casalp e al padrone della baracca ma senza risultato», risponde la “pasionaria” che tanto si sta impegnando insieme ad altri volontari per la festa rionale.
Sos viabilità
E sempre in tema di cavalcavia tra le annotazioni critiche trova spazio un problema legato alla viabilità sotto lo stesso ponte: «Chi viene dalla città imbocca via De Sanctis per evitare il semaforo che divide in due parti via Machiavelli. Da lì poi si giunge all’incrocio con quest’ultima via (tratto lato mare) con uno stop per poi attraversare la strada (quasi sempre bloccata dalla fila in attesa del verde) e accedere al tratto di via De Sanctis posizionato sotto i portici che sorreggono il palazzo accanto al ponte (quello con muso delle auto di passaggio accanto alle finestre per capirci). Dopo trovi un altro stop a favore di chi viene dall’Aurelia complicato dalla eventualità che questi ultimi possano curvare in via degli Scarronzoni. Qualcosa è da rivedere».
La ex circoscrizione
Un altro problema segnalato dagli abitanti del quartiere riguarda la palazzina di via Machiavelli che ospitava la vecchia Circoscrizione 5 da tempo abbandonata (attualmente sono presenti gli uffici dell’anagrafe comunale accanto alla Coop di via Settembrini). «Ebbene intorno al contenitore per abiti usati della Caritas accanto all’immobile si è creata – racconta Neri - una specie di discarica con frequentazioni poco raccomandabili. Gli abiti traboccano dal contenitore e si confondono con la spazzatura. Anche qui bisognerebbe intervenire».
Un rapido giro dentro al gruppo Facebook “Quelli della Rosa” fa capire poi come poi vi siano altre questioni spesso analoghe ad altri quartieri: Gino Braccini lamenta come «da un anno nel suo palazzo non funzioni l’ascensore e non si riesca nemmeno a rintracciare un geometra della Casalp». E ancora: «Non scordiamoci poi l’assenza di alcuni servizi come l’ormai assoluta mancanze di edicole – riprende e chiude Neri – e quindi per comprare un giornale devi andare ai confini del quartiere in via degli Oleandri». l
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