Quartieri sud a misura dei giovani, l'indagine dei cittadini intervistatori: «Ecco cosa manca e le proposte»
Mesi di questionario nei rioni Antignano, Ardenza, Castellaccio, Montenero e La Rosa: «Serve un centro di ascolto»
LIVORNO. Antignano, Ardenza, Castellaccio, La Rosa, Montenero. Quartieri e comunità che si rimboccano le maniche. Per interrogarsi. Per ascoltarsi. Per mettere nero su bianco cosa serve per le nuove generazioni. Cosa manca e da cosa partire per costruire. E i cittadini si vestono da intervistatori per raccogliere dati oggettivi. Lo fanno per mesi. «Spazi sportivi gratuiti, iniziative culturali che coinvolgano i giovani, collegamenti con il centro città, ascolto dei punti di vista e dei bisogni dei giovani», sono le principali urgenze emerse secondo i tanti intervistati. E tra le proposte più condivise c’è quella di realizzare un centro di ascolto nella zona sud. Magari in un luogo cult. Perché no, sarebbe ottimo il moletto di Antignano, ombelico del mondo di centinaia di giovani. «È stato un lavoro lungo, fatto di volontariato che continua un progetto già partito sin dal primo anno del nostro insediamento, ovvero mettere il mondo giovanile al centro, capire lo stato dell’arte per quanto riguarda la nostra zona, che cosa si sta facendo e cosa possiamo fare per la fascia di preadolescenza e adolescenza», a fare il punto è il presidente del Consiglio di Zona 5, Marco Chimenti
L’indagine nei rioni
La forza del volontariato prende ancora una volta corpo e sostanza nel progetto dedicato “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, grazie ad un gran lavoro del Consiglio di Zona 5. Dentro c’è la voce di giovani, famiglie, istituzioni, enti del Terzo settore, imprese, esercenti, associazioni di categoria, parrocchie. Ottanta soggetti attivi tra associazioni e liberi cittadini della zona sud della città. Che partono dallo state dell’arte, e arrivano a fare proposte. E le realtà dei quartieri sud fanno squadra. «Il questionario non ha valore scientifico, è uno strumento di conoscenza e di confronto che porteremo avanti nel tempo», prosegue Daniela Marini presidente di Vivi Antignano. Con Donatella Iannaccone insegnante e coordinatrice dei processi inclusivi al comprensivo Carducci sono 2 consigliere del Cdz5 e promotrici del progetto. «Lavorare su noi adulti per accogliere le istanze dei giovani: ora il progetto entra nel vivo», aggiunge Iannaccone.
Le proposte emerse
Costruttive le proposte emerse. Realizzare un polo per tutte le associazioni del territorio, organizzare iniziative di educazione a corrette abitudini alimentari, all’affettività, alla sessualità, all’uso consapevole e responsabile dei social media. E ancora creare iniziative culturali (concerti, teatro); creare punti di aggregazione con wi-fi gratuito e possibilità di ascolto musicale, centro di ascolto che raccolga le istanze dei giovani, figure sanitarie di consulenza per intercettare bisogni assistenziali di base. I cittadini partecipanti si mettono a disposizione per contribuire. Come? Sensibilizzare i residenti del territorio, promuovere cittadinanza attiva, partecipazione di ragazzi e ragazze, contribuire con idee e progetti, partecipare a gruppi di lavoro e ad attività nel Cdz5. Anche mettendo a disposizione le proprie competenze.
Il nostro piano d’azione
Confronto. Si parte da qui. E collaborazione col Comune in primis. Questi gli ingredienti che il Cdz5 mette nel suo piatto da presentare oggi in un incontro pubblico: tra i presenti anche il sindaco. Insieme ad un piano d’azione realizzato tra ottobre e dicembre. Queste le priorità: progettare un centro di ascolto dedicato ai giovani della zona sud entro gennaio 2028. Supporto per la diffusione delle iniziative e dei progetti dell’amministrazione comunale e delle altre istituzioni del territorio in tema di politiche giovanili.
Le voci dei rioni
In totale sono stati sentiti 80 soggetti, di cui 55 persone fisiche e 25 organizzazioni (associazioni, cooperative, imprese, fondazione, parrocchia). Il 52% delle persone intervistate vivono ad Antignano. Il 27 per cento ad Ardenza, Montenero il 12%, La Rosa il 5% e Castellaccio il 3%. E’ bello vedere cittadini attivi che vogliono mettersi in gioco. E collaborare. Per cosa? Si darebbero da fare per la realizzazione centro di Ascolto nella zona sud (il 69%), parteciperebbero a incontri di informazione e confronto e a un’ indagine su risorse della comunità.
Il questionario fa parte del progetto “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” e ne costituisce il riferimento per metterlo a terra. «Siamo molto soddisfatti del questionario e delle risposte avute - commentala consigliera Donatella Iannaccone - È una presa di coscienza importante di tutta la comunità e quello che adesso serve è rendere questa consapevolezza ai giovani, senza snaturare la loro identità: questo fa una buona comunità educante». La sua finalità infatti è stata, da una parte quella di conoscere, prima di operare, cosa si stesse facendo per i giovani nei nostri quartieri, le strutture, i servizi, i progetti a loro dedicati e dall’altra anche quella di costruire un’occasione di incontro con i cittadini per registrare idee, proposte, spunti, criticità utili al raggiungimento dell’obiettivo ambizioso di contribuire a rendere la nostra comunità sempre più adatta e accogliente nei confronti dei giovani.
E i risultati del questionario sono stati presentati ai vertici del Comune. Nell' incontro pubblico “Cosa è venuto fuori?” si tiene alle 9,30 al circolo Pesca, al moletto per capirsi. Presenti il sindaco Luca Salvetti, l’assessore alle Politiche Giovanili Michele Magnani, Massimiliano Faraoni di Simurg ricerche.a finalità dell’indagine è stata dunque quella di capire cosa si sta facendo per i ragazzi nella zona compresa dal Consiglio di zona 5 (le strutture, i servizi, i progetti), ma anche quella di costruire un’occasione di incontro con i cittadini per registrare idee, proposte, spunti, criticità, utili al raggiungimento dell’obiettivo ambizioso di contribuire a rendere la comunità sempre più adatta e accogliente al mondo giovanile.
Proprio per questo la mappatura è in divenire.
Le realttà che hanno partecipato al questionario
«Riteniamo come Consiglio di Zona 5 che la condizione dei giovani e il loro benessere sia una delle questioni più urgenti e importanti». Marco Chimenti scandisce ancora una volta la finalità del progetto. Che coinvolge, come soggetti intervistati, l’Agesci-scout Ardenza, l’associazione Afasici Toscana Aps, l’associazione Comunico, l’associazione Vivi Antignano, il bar circolo Arci Pesca Antignano, il centro Arci Pizzi, il centroF. Gioli - Castellaccio, il centro Ma.Ma, il centro Noesi, i circoli Arci pesca Antignano Aps e la Polisportivo La Rosa. E ancora il club Magnozzi Fides, il gruppo Donatori di sangue Fratres Piero Pratesi, Livorno 1948 baseball asd, Parco del Mulino, Vivi montenero, Windsurf Livorno Ssda RL, la Fondazione d'arte Trossi-Uberti. Come imprese ecco coinvolte Ali baba kebab Ardenza, i bagni Fiume e Lido, le farmacie Di Banditella snc e la Moderna di Antignano, la gelateria Maribe, la parrocchia e la Caritas.
Entusiasta la consigliera Daniela Marini: «I fatti di cronaca impongono di prestare attenzione al mondo giovanile e per prima cosa si studia il contesto: così abbiamo fatto». Fa la cornice lei che come altri si è improvvisata intervistatrice.
«Grazie a Simurg che ha seguito la formulazione delle domande, la raccolta delle risposte e l’ elaborazione dati - e va nei dettagli - A parlare in questa indagine sono gli adulti: sono emerse proposte, partecipazione, collaborazioni. Ho capito che nei nostri quartieri ci sono molte realtà che lavorano coi ragazzi, ma ognuno va avanti per conto proprio. La vita dei giovani è segmentata, si va in un posto per fare musica, in un altro per fare sport. Tanti vasi che non comunicano tra loro. Per questo tutti questi mondi vanno chiamati ad agire, a fare iniziative condivise coi giovani». E ancora, insieme al presidente e alla collega consigliera Iannaccone: «Questo progetto non è un evento: durerà per tutto il mandato del consiglio di zona - e aggiungono - Noi lo affrontiamo dal punto di vista degli adulti e della comunità. Cosa facciamo noi per loro? Quanta consapevolezza c’è?i». E chiudono: «Il Consiglio di Zona 5 ringrazia tutti i consiglieri che in prima persona si sono improvvisati intervistatori e Simurg, l’istituto di ricerca e analisi che ci ha aiutato in modo gratuito e volontario, proprio a titolo di mero impegno civico».