Il Tirreno

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Satira

Addio Bugliano e grazie per le risate: chiude (forse per sempre) la celebre pagina satirica

di Francesco Turchi
Una delle tipiche ordinanze assurde del comune di Bugliano e l'ideatore della pagina Gabriele Giovacchini
Una delle tipiche ordinanze assurde del comune di Bugliano e l'ideatore della pagina Gabriele Giovacchini

Il Comune inventato in provincia di Pisa era diventato cult. E in tantissimi sono caduti nell'effetto verosimiglianza delle sue "ordinanze": dal torneo di lancio del gatto agli sfottò ai No-Vax. L'ideatore: "Sono stanco"

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Il sindaco Fabio Buggiani è sparito. E neanche del vigile Vittorino e della dirigente scolastica Rosa Liffoni non si hanno più notizie . Svaniti nel nulla pure il leghista Matteo Doroteo e l’avvocato Samantha Filibui. Ha chiuso il ristorante “Papero Offeso”, celebre per il supplemento di 25 euro richiesto a chi vuol mangiare la pizza con coltello e forchetta. Su Bugliano è calato il silenzio. Il municipio che con i suoi improbabili provvedimenti ha fatto ridere il web per anni (e arrabbiare una fetta di utenti non proprio vispi), ha chiuso. Probabilmente per sempre. Così ha deciso Gabriele Giovacchini, 44 anni, portalettere in servizio a Lari, ideatore di una pagina satirica capace di conquistare la vetrina social nazionale.

Ora l’unico Bugliano rimane quello vero, il paesino nel comune di Barga, in Lucchesia. La provincia pisana non può più vantare il suo Comune che non c’è. E che, tra una provocazione e un provvedimento fuori dalle righe, si era ritagliato una fama nazionale. Sempre “sul pezzo”, pronto a intervenire con misure ad hoc – sui piccoli e grandi temi di attualità – per alimentare una creatura capace di conquistare qualcosa come 230.000 “mi piace” sulla pagina istituzionale (si fa per dire) di Facebook. Calamitati dalle catene di condivisioni che accoglievano ormai da tempo, puntualmente, i post dai contenuti spesso irriverenti, politicamente scorretti, capaci di strappare una risata e innescare surreali dibattiti all’insegna (quasi sempre) del cazzeggio, tranne quelle volte in cui qualcuno ha dimostrato che si può essere incapaci di distinguere una lampante provocazione intrisa di satira da una comunicazione istituzionale.

Il corso (finanziato dall’Unione Europea) di mancinismo contrastato ideato dall’assessorato alla cultura di Bugliano per «eliminare questa devianza invalidante», lanciato lo scorso agosto, resterà l’ultima iniziativa di un Comune dove le strade sono intitolate a C’è Ghevara (scritto proprio così), alle “Vittime di Tangentopoli, al “nerd di successo” Mark Zuckerberg (creatore di Facebook). E dove di fronte alle emergenze vengono imposte soluzioni drastiche ai cittadini da un vulcanico sindaco (secondo le ultime informazioni esponente di Italia Viva, ex Pd, ex Udc, ex Margherita, ex boy-scout) che non ama il “politichese”.

Ma che è anche attento ai diritti, al punto da istituire l’obbligo di farsi gli affari propri sull’orientamento sessuale delle altre persone (pena un’ora di lavori socialmente utili o 49 euro di multa); per non parlare della segnaletica stradale rivisitata per garantire la parità di genere, col cartello “procedere a passo di donna”. Fabio Buggiani nel corso della sua legislatura ha istituito per esempio anche il matrimonio a tempo determinato, con la possibilità di scegliere la durata fra 3, 5, 7 o 10 anni.

E si è distinto nell’era Covid e poi durante la ripartenza, prima con la rimozione coatta di tutti gli striscioni “Andrà tutto bene”, sostituiti con quelli “Moriremo tutti”, e poi con un corso di riabilitazione degli abbracci. Fino all’autocertificazione sostitutiva del Green pass, con tanti commenti compiacenti dei No-Vax ignari della fake.

Non semplici i rapporti con don Enrico, complici alcune prove di forza del sindaco (che richiamano le vicende di Peppone e don Camillo), come la rimozione delle campane che fanno rumore o l’abbattimento di una chiesa in disuso per il mancato pagamento dell’Ici. Un modo di governare scandito anche provvedimenti che si scontrano con i principi democratici, come il rilascio del certificato elettorale soltanto ai cittadini che rispondono correttamente ad almeno 70 domande su 100 di un test a risposta multipla.

Tutte risate? Non proprio. Perché il paese che non c’è, dove è vietato ascoltare le canzoni di Povia e avere rapporti extraconiugali con persone residenti in un altro Comune, qualche casino (vero ma non grave) l’ha combinato.

Come quando nel 2020 Buggiani deciso di ritirare la cittadinanza onoraria ad Andrea Bocelli in seguito alle dichiarazioni “negazioniste” del tenore sul Covid: «Gli erano state consegnate anche le chiavi della città, cambieremo la serratura». Un post condiviso da esponenti (convinti si trattasse di una presa di posizione vera) di Italia Viva di Massa Marittima (Grosseto). È capitato spesso che gli utenti non distinguessero la fake, finendo per innescare surreali dibattiti a suon di insulti. Come è accaduto per la circolare della scuola che vietava l’esposizione di decorazioni natalizie per non turbare le persone di altre religioni o atee.

E a proposito di “bombe” virtuali, la scorsa estate ne è esplosa una di notevoli proporzioni: ad accendere la miccia l’annuncio del ritorno, dopo la stop per la pandemia, del “lancio del gatto”, con un torneo nel parco. Apriti cielo: una pioggia di offese e minacce scritte da centinaia di mani avvelenate”. Al punto che lo stesso Buggiani per una volta era stato costretto a intervenire con un post serio per annunciare la (finta) cancellazione della (finta) iniziativa: «Il nostro sindaco spera che gli utenti che si sono indignati per il nostro tradizionale evento usino lo stesso tempo e la stessa rabbia per segnalare le vere “fake news” che circolano sui social».

E chissà che anche quel “caso” non abbia contribuito a spingere Gabriele a mollare Bugliano. Lui, tenendo fede alla riservatezza che lo ha accompagnato in questi anni, preferisce non entrare nei dettagli dei motivi dell’addio, che dopo mesi di post sporadici e silenzi sulle varie piattaforme (compreso Twitter), ora diventa ufficiale: «Dai primi di luglio del 2022 ho abbandonato Bugliano. I post successivi - spiega il portalettere - erano programmati. Perché l’ho fatto? Semplicemente non ne ho più voglia». Chissà, magari prima o poi, il sindaco Buggiani gliela farà ritornare. 


 

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