La preside Grazia Maria Tempesti: "Tanto fumo nella riforma della scuola"
La dirigente dell'istituto Gramsci-Keynes di Prato, suocera del sindaco renziano Matteo Biffoni, spiega perché aderirà allo sciopero generale del 5 maggio. E sulla sua pagina Facebook pubblica un post anti-Renzi
PRATO. Solo domani mattina (5 maggio), con il suono della prima campanella, si saprà con certezza quanti insegnanti pratesi aderiranno allo sciopero generale contro il disegno di legge “La buona scuola”. I numeri adesso presentati dai sindacati sembrano alti, già si parla di sette pullman coordinati da Cgil, Cisl Firenze-Prato e Uil che partiranno alla volta della manifestazione di Roma, a cui si sommeranno singoli manifestanti Gilda che raggiungeranno la capitale in treno o in auto.
Se tanti mantengono il silenzio, c’è anche chi non ha dubbi e in maniera chiara ha reso pubblica sul sito dell’istituto la propria partecipazione. Siamo nella scuola Gramsci-Keynes, e qui la dirigente Grazia Maria Tempesti ha scritto di suo pugno una circolare indirizzata all’ufficio scolastico e al personale della scuola: “Dichiarazione di adesione allo sciopero del 5/5/2015 del Dirigente Scolastico e indicazioni organizzative”. Nel documento la preside informa direttamente della sua adesione e ha inserito anche alcune indicazioni necessarie per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche delegando i suoi collaboratori e, se scioperanti, il docente in servizio più anziano.
Tempesti prende parte attivamente alla mobilitazione nazionale e non nasconde il suo dissenso dalla riforma renziana destinata al mondo della scuola. “Sono tanti i motivi per essere risentiti contro questo disegno di legge – spiega la preside – In questa riforma non ci vedo altro, solo fumo sul numero delle assunzioni, sull’organico funzionale, su quante risorse si intende dedicare alla scuola. Credo sia necessario prima di tutto mettere in chiaro quelli che sono i reali bisogni della scuola. Il disegno di legge prevede per i dirigenti anche nuove assunzioni di responsabilità, ma non sappiamo quali saranno gli strumenti che ci verranno dati per gestire le attività didattiche. Come presidi chiediamo da tempo che ci venga pagata l’indennità di risultato, sono risorse già previste, ma che non vengono impiegate”.
Uno dei cavalli di battaglia della “Buona scuola” è la creazione di dirigenti-manager, capaci di guidare gli istituti e di decidere sul futuro del proprio personale educativo. In realtà, alla preside Tempesti questa etichetta, che le verrebbe assegnata, non è gradita e boccia la riforma del governo, tanto sbandierata dal premier. Sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un post che prende in giro l'alunno Matteo.
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Porta avanti decisa le proprie idee e non la imbarazza dissentire e confrontarsi con un renziano come suo genero, il sindaco Matteo Biffoni: “Lui lo sa che non sono una renziana convinta, abbiamo idee differenti”.