Riconoscimento al professor Mario Montorzi
PONTEDERA. Domani, alle 16,30, alla biblioteca “Giovanni Gronchi” di Pontedera ci sarà una cerimonia per conferire un riconoscimento al professor Mario Montorzi, che lascia l'insegnamento...
PONTEDERA. Domani, alle 16,30, alla biblioteca “Giovanni Gronchi” di Pontedera ci sarà una cerimonia per conferire un riconoscimento al professor Mario Montorzi, che lascia l'insegnamento universitario alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pisa, ma che, come ha promesso agli amici, continuerà a studiare e a darsi da fare. Oltre all'amore per la storia del diritto, a cui ha dedicato oltre trent'anni di insegnamento, gli sono riconosciute altre grandi passioni: in primis, quella per i libri (Mario è un vero bibliofilo e solo chi visita il suo appartamento potrà rendersene conto). E questo chiarisce perché l'omaggio si farà in biblioteca. La seconda passione è quella per gli studi locali, che ovviamente per Mario sono solo una minuscola parte della sua vasta produzione scientifica e culturale, ma che sono condotti con rigore e meticolosità. Mario Montorzi è il prototipo dello studioso e dell'erudito, anche quando si occupa di aspetti più locali. E quindi Pontedera, la Valdera, il contado pisano poi fiorentino, gli debbono molto. La passione con cui ne ha ricostruito vicende e dinamiche ha fatto fare un vero e proprio salto a questa tipologia di studi. La terza passione è quella per la politica. È stato un “giovane liberale” in un liceo classico di Pontedera infestato da scalmanati sessantottini e da alcuni ragazzi che guardavano all’Msi di Almirante. E “liberale” per stile e cultura politica Mario è rimasto, vedendo ad un certo punto scomparire il vecchio minoritario Pli, ma largamente diffusa e, in un certo senso “vincente” la sua cultura. In famiglia fu certamente influenzato dalle idee del padre avvocato, Pier Ugo, il quale fu consigliere di minoranza per il Pli e negli anni '50 e '60 uno dei punti di riferimento del dibattito culturale e politico cittadino. Da lui Mario assorbì anche i valori e la cultura del mondo classico che perfezionò in un liceo classico allora diretto da Aldo Vespi.
Mario da tanti anni combatte anche contro una malattia invalidante alla quale però ha saputo reagire con forza d'animo, con tenacia e con uno spirito eccezionali. Nell'insieme il suo percorso professionale, culturale, politico e umano costituisce un esempio forte e originale per chi lo conosce per comunanza di anni e di frequentazioni, un esempio che giustamente l'amministrazione comunale sottolinea ed indica alle giovani generazioni.
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