«Le abbiamo urlato stai attenta, fermati»
Il racconto di un passeggero: «Aurora si è sporta troppo con la testa in avanti per attraversare e il treno l’ha travolta»
CASCINA. Erano in tre, tutti studenti del “Pesenti”, Sara, Aurora e Michelangelo, quando hanno deciso di attraversare i binari alla stazione di Cascina. Dietro di loro, a gruppi o in fila indiana, in via Cei, la strada che dall’istituto “Pesenti” porta alla stazione, tanti altri adolescenti che, ieri poco prima delle 13, hanno visto morire Aurora. Perché Sara, ora ricoverata all’ospedale di Cisanello sotto choc, sarebbe riuscita ad attraversare la ferrovia, secondo la ricostruzione della polizia prima del passaggio del treno che, partito da Pisa per Firenze, viaggiava ad una velocità tra cento e centotrenta chilometri all’ora e che ha dilaniato la povera Aurora.
Impossibile per il macchinista che ha visto sbucare la ragazzina dalla parte posteriore di un altro treno fermo alla stazione cercare di frenare. Il convoglio ha agganciato la ragazzina e l’ha trascinata per alcune decine di metri. Sui binari sono stati recuperati il suo zaino, una scarpa blu volata dopo l’impatto. Qualcuno ha raccontato che Sara e Michelangelo, rimasto indietro di alcuni metri, avrebbero provato a fermare Aurora. «Stai attenta, fermati», le avrebbero gridato.
Troppo tardi. Agghiaccianti le testimonianze di chi si è trovato ad assistere all’incidente, avvenuto pochi alle 12,45.
Sara, che aveva trascorso la mattinata insieme alla vittima dopo che avevano rinunciato ad andare a scuola, ha cominciato a piangere disperatamente. Michelangelo è stato colto da un malore e intorno ci sono decine di ragazzi si disperano, telefonano ai genitori, chiedono aiuto. «Aurora si è sporta troppo in avanti per attraversare quando il treno l’ha travolta», racconta un passeggero, Fabio Corrado di San Miniato.
«Sono giunto alla stazione – racconta – con un treno che avevo preso alle 12,20 a San Miniato. Appena arrivato sono sceso dal treno tranquillo e ho visto un ragazzo che urlava e andava avanti e indietro e si metteva le mani sul viso, ma non avevo capito cosa era successo. Mentre camminavo per scendere nel sottopassaggio, i miei occhi sbalorditi hanno guardato per terra. Una cosa orrenda: ho visto i resti del corpo, i capelli per terra sul marciapiede dove ferma il treno. Quando mi sono reso conto dell'accaduto, ho visto fermi i due treni in entrambe le direzioni, ho chiamato subito il 113 per dire che c'era un morto alla stazione ferroviaria a Cascina».
La testimonianza del passeggero contribuisce a chiarire quei drammatici momenti su cui, almeno inizialmente, si sono fatte varie ipotesi. «Il ragazzo, continuava a ripetere: “No, no, non ci posso credere”. Poi si è calmato un istante e mi ha detto che lei aveva attraversato i binari passando dietro al treno fermo che era arrivato da Firenze. Si è sporta troppo in avanti e in quel momento è arrivato il treno da Pisa per Firenze. Non faceva sosta a Cascina e quindi è passato a forte velocità».
Panico nei minuti successivi. L’incidente ha causato disagi alla circolazione ferroviaria. Il normale traffico è ripreso solo alle 15,15 , dopo che la salma è stata rimossa, ottenuto l’ok della dottoressa Paola Rizzo, sostituto procuratore della Procura di Pisa che si occupa dell’inchiesta.
Lo stop è stato necessario per consentire all'autorità giudiziaria di effettuare i rilievi di rito per un investimento mortale.
La polizia ferroviaria ha effettuato un lungo sopralluogo per fissare alcuni punti certi nella ricostruzione della dinamica che poi dovrà trovare riscontri nei racconti dei due ragazzi che si sono salvati e in quelli di eventuali altri testimoni.
Ieri sia Michelangelo che Sara sono stati sentiti, anche se erano ancora in stato confusionale, dagli agenti della polizia ferroviaria di Pisa. In lacrime, disperati per quella disattenzione diventata tragedia, i due ragazzini, che vorrebbero poter tornare indietro nel tempo e svegliarsi da questo incubo, hanno raccontato come hanno visto morire l’amica.
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