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Calcio: Serie B

L’ex portiere nerazzurro: «Pisa squadra forte. Centro sportivo e stadio? La strada è quella giusta...»

di Andrea Chiavacci
I tifosi nerazzurri (foto Stick)
I tifosi nerazzurri (foto Stick)

L’avvocato Andrea Bottone, ora amministratore di Pisamo: «Le nuove strutture saranno sicuramente un valore aggiunto per tutta la città»

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PISA. Tutti i tifosi del Pisa inseguono il sogno della serie A in questa stagione fin qui esaltante della squadra di Inzaghi. Insieme alla consapevolezza di poter ambire a tornare in una categoria che manca da 34 anni c’è anche la convinzione che la società sta lavorando da anni nella direzione giusta. Parlare di centro sportivo in Gagno, o meglio del Pisa Training Centre, non è più un sogno.

Un sogno per cui in passato si era battuto l’avvocato Andrea Bottone, attualmente amministratore unico di Pisamo, grande tifoso nerazzurro e con un passato fino a toccare la prima squadra, nel 1994, come portiere. Bottone, dopo l’esclusione del Pisa dai campionati professionistici nel 2009, partecipò alla rifondazione della società ed è stato rappresentante del Comitato Vecchio Cuore Nerazzurro, detentore dell’1 per cento delle quote del Pisa di allora. Un sogno, quello del centro sportivo a due passi dallo stadio, che sta per portare a termine l’attuale società dopo che nel maggio 2021 ha acquisito i terreni che erano di proprietà di Andrea Bulgarella e dell’ex presidente del Pisa, Carlo Battini.

Avvocato Bottone, quando nacque l’idea del centro sportivo a Gagno?

«Era il 2008 e ci iniziammo a lavorare sotto l’indicazione dell’ingegner Andrea Bulgarella, che al tempo deteneva la maggioranza. La cosa però iniziò a prendere forma a partire da inizio 2009 e soprattutto dopo la ripartenza dalla D, quando in società c’erano Piero Camilli, che poi non restò a lungo nel club nerazzurro, e Carlo Battini. In quel periodo vennero fatte una serie di scritture private con i confinanti e nell’ottobre 2011 uscì il primo atto pubblico».

Perché proprio in quella zona?

«Eravamo convinti che quello fosse il posto giusto per far crescere una struttura all’avanguardia e soprattutto perché si trova a due passi dallo stadio. Un modo anche per favorire l’integrazione tra squadra e città, seguendo un’idea del notaio Francesco Tumbiolo, che addirittura negli anni Sessanta tracciò un progetto. Sono davvero molto contento che siano iniziati finalmente i lavori e che la società attuale stia portando a compimento quell’intuizione di molti anni fa. Sono stati molto bravi, assieme al Comune, in questi anni».

Quali vantaggi porterà secondo lei, una volta conclusi i lavori, il Pisa Training Centre?

«Sarà sicuramente un valore aggiunto per tutta la città. Il calcio è sempre un grande punto di aggregazione, in particolare nella nostra città. Poi ovviamente è fondamentale per la crescita ulteriore di una società solida come quella attuale. Guardate cosa ha significato Zingonia per l’Atalanta».

Resta da migliorare la situazione dello stadio: che idea si è fatto?

«Intanto penso che il Comune e la società stiano lavorando nella direzione giusta. Già in questa stagione c’è stato un aumento importante alla capienza».

Sulla squadra è fiducioso?

«Dalle sconfitte con Sassuolo e Spezia il Pisa non è certo uscito ridimensionato, anzi è stato all’altezza della situazione. Non meritava di perdere queste partite. La reazione con il Mantova è stata di quelle importanti, da squadra forte. E non era facile perché ora affrontare squadre in lotta per salvarsi è complicato. Sarà così anche a Cosenza».

Da ex portiere, le piace Semper?

«Sì, è solido e concentrato. Già esperto nonostante sia ancora piuttosto giovane e capace già di vincere due campionati di B».

L’uomo in più?

«Penso che la leadership di Inzaghi in panchina sia stata fondamentale».

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