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Pescia, il Ponte all’Abate riapre il 16 aprile

di Luca Signorini

	Il Ponte all'Abate (foto Nucci)
Il Ponte all'Abate (foto Nucci)

Alle 18 il via libera alle auto a senso alternato, resta in vigore lo stop ai bus e ai mezzi sopra 3,5 tonnellate. Amidei (Provincia di Pistoia): «Consapevole dei disagi, in questo modo le attività potranno sfruttare la Pasqua»

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Pescia La comunicazione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri: il Ponte all’Abate riapre a senso unico alternato ma per le sole automobili mercoledì 16 aprile, il via libera al traffico leggero è fissato alle 18 di quel giorno. Per ora lo stop al transito resta in vigore per i mezzi pesanti, ovvero pullman del trasporto pubblico e camion sopra le 3,5 tonnellate di peso.

Così Lisa Amidei, delegata alla viabilità della Provincia di Pistoia: «Consapevole del permanere di molti disagi, l’apertura del ponte, seppur a senso unico alternato, consentirà alle attività commerciali della zona di poter sfruttare le festività pasquali. Non conosciamo ancora la data definitiva del fine lavori, ci confrontiamo continuamente con l’azienda (la ditta Intersonda di Castelnuovo Garfagnana, ndr) e il direttore lavori e non mancheremo di informare l’utenza sugli sviluppi successivi», sottolinea.

La data che tutti aspettavano tra Pescia, Collodi e la Lucchesia è dunque contenuta in una comunicazione ufficiale. C’è un leggero slittamento dunque rispetto al 10 aprile, il giorno della riapertura conosciuto fino a oggi e reso noto anche in un’assemblea pubblica a inizio febbraio, dopo che a gennaio Il Tirreno aveva dato notizia della proroga del cantiere, che doveva essere terminato passate le festività natalizie.

E invece si è andati oltre, con il 16 aprile da segnare sul calendario per una circolazione che tornerà regolare lungo la strada regionale Lucchese (da queste parti chiamata Pesciatina), al confine tra due province e da sempre con un rilevante volume di traffico.

Tireranno un sospiro di sollievo i titolari delle attività economiche e i residenti della zona, gravemente penalizzati da una chiusura avvenuta lo scorso 17 giugno e che non doveva prorogarsi oltre i sei mesi, ma che invece ha abbondantemente superato i nove. Una lunga e difficile gestazione che ha creato disagi anche alle aziende del polo cartario di Villa Basilica e che ha contribuito a creare tensione e un diffuso senso di sfiducia nella popolazione. Che gli animi fossero esacerbati è apparso chiaro a tutti anche nell’assemblea pubblica del 3 febbraio. L’intervento è costato 1,5 milioni di euro.

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