Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, muore a 74 anni e salva un uomo donando il suo fegato

di Stefano Taglione
Giuseppe Abate, morto a 74 anni
Giuseppe Abate, morto a 74 anni

Giuseppe Abate, 74 anni, ha documentato gratuitamente centinaia di matrimoni in città. La figlia: «Il suo era volontariato, come il mio e quello di mia sorella per la Svs. Nostro padre era diventato famoso su una tv locale perché recitava la parte de "L'inca**ato di turno", ha collaborato anche con Massimo Boldi»

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LIVORNO. Il suo proverbiale altruismo, una costante nel corso della sua vita e una luce da seguire senza indugi, «ha salvato la vita di un uomo di 63 anni al quale ha donato il fegato». La generosità, Giuseppe Abate, l’ha voluta dimostrare anche da ultimo, mettendo i suoi organi a disposizione del Servizio sanitario nazionale per salvare quante più persone possibili. E pensare che nel corso della sua esistenza, per oltre 30 anni, ha «fatto le riprese a quanti più livornesi possibili che si sono uniti in matrimonio, parliamo di 50 nozze l’anno, senza chiedere una lira o un euro in cambio, solamente per aiutarli», così lo ricorda una delle figlie, Serena Abate, ora senza il suo amato babbo insieme alle sorelle Erika, Elisa e Veronica. Abate, di professione muratore, aveva 74 anni.

È morto all’ospedale, dove era ricoverato. Per passione, per una trasmissione televisiva in onda poco prima degli anni Duemila sull’emittente Telemondo, «ha recitato nel ruolo dell’“inca**ato di turno”, un cittadino che raccontava i problemi di Livorno e ciò che in generale non andava bene in maniera comica in una sorta di “Striscia la notizia” in salsa labronica – le parole della figlia Elisa –. Del programma è stato anche regista e, nel corso della sua carriera, ha lavorato con diversi volti dello spettacolo noti a livello locale, come Antonio Cristiano, ma anche per Solange, di cui era grande amico, e per il mitico Massimo Boldi, di cui è stato ospite a casa proprio per ragioni professionali, collaborando con lui in vari progetti. Ha partecipato alle sue produzioni fotografiche, sempre in regia, senza comparire. Lo stimava. Era molto appassionato del suo lavoro, lo ha dimostrato tante volte. Ma soprattutto era generoso: io e mia sorella Elisa abbiamo fatto le volontarie sulle ambulanze per la Svs di via San Giovanni, lui diceva che faceva il volontario durante i matrimoni facendo le riprese senza chiedere niente in cambio perché spesso, gli sposi, non avevano soldi. Lui si è sempre offerto di celebrare quel momento magico gratis, infatti gli hanno voluto tutti bene».

Proprio in questi giorni, la figlia Serena, si sposa col suo compagno: «Purtroppo il mio matrimonio non capita nel momento opportuno – le sue parole – ma mio padre vivrà sempre con noi, lo sentiamo vicino. Era una persona buona, mi mancherà tantissimo». I funerali si svolgeranno il 3 aprile pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Pio Decimo (alle Sorgenti), partendo dalla camera mortuaria dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri, dov’è stata allestita la camera ardente, alle 14,30.

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