Il Tirreno

Choc a Colline

Livorno, la rabbia del novantottenne dopo la rapina: «Ora non ho più nulla»

di Stefano Taglione
Via Galileo Ferraris, a Colline (foto d'archivio)
Via Galileo Ferraris, a Colline (foto d'archivio)

L’anziano, mercoledì 5 marzo, è stato aggredito e derubato in via Galileo Ferraris, Un uomo, fingendo che il nipote avesse bisogno di soldi per le tasse, gli era entrato in casa

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LIVORNO. Dopo la rapina, a 24 ore di distanza, subentra la desolazione. La rabbia per un’ingiustizia subita da una persona che ti aveva convinto di dover aiutare tuo nipote in difficoltà: «Sono preoccupato per i soldi, mi hanno rubato tutto, non ho più nulla».

È in compagnia dei familiari il novantottenne livornese che mercoledì 5 marzo, attorno alle 11 di mattina, è stato rapinato in casa da un uomo che poco prima lo aveva contattato al telefono fisso spiegandogli che suo nipote era in un ufficio postale della zona e aveva bisogno di 1.400 euro per pagare una tassa. Soldi che avrebbe dovuto versare subito, altrimenti «sarebbe stato peggio», queste le parole, motivo per il quale dall’appartamento dell’anziano di via Galileo Ferraris, vicino al supermercato Esselunga di viale Petrarca, di lì a poco sarebbe passato un addetto delle Poste (ovviamente falso, dato che il nipote non doveva saldare alcuna imposta) per ritirare l’ingente somma.

Ma da truffa, purtroppo, ben presto si è passati alla rapina. Perché il quasi centenario, all’arrivo del bandito che puntuale dopo pochi minuti gli ha suonato al campanello, aveva svuotato la cassaforte riponendo sul tavolo non solo i 1.400 euro richiesti, ma addirittura tutti i risparmi: 11.000 euro. Che il malvivente, vedendoli tutti insieme, non si è fatto sfuggire, spingendo senza scrupoli l’anziano contro un mobile e poi sul pavimento, rischiando di provocargli gravi ferite, e derubandolo di tutto prima che potesse anche solo chiedere aiuto. «Diciamo che sta bene, certe cose non dovrebbero mai accadere», le parole di una familiare che ieri mattina, meno di 24 ore dopo la rapina, era a casa sua a fargli compagnia. Per prendersi cura di lui, che abita da solo, e da solo purtroppo si trovava nel momento in cui è stato avvicinato dal bandito, purtroppo assai preparato sulla sua vita, al punto di sapere che aveva un nipote, circostanza senz’altro plausibile per un anziano di quell’età, ma non certo scontata.

Il novantottenne, raggiunto nel giro di poche decine di minuti dalla figlia e dal nipote che per fortuna non aveva bisogno di alcun aiuto, ha presentato denuncia alla polizia di Stato il giorno stesso, senza neanche muoversi da casa, grazie alla disponibilità degli agenti, che hanno raccolto la sua testimonianza direttamente nell’abitazione, in modo da ridurre al minimo i disagi per lui e i parenti più prossimi. Al pronto soccorso non è voluto andare, dato che le condizioni salute erano comunque buone e l’aggressione non aveva provocato fortunatamente traumi tali da richiedere le cure ospedaliere.

Resta la rabbia, l’amarezza per aver perso tutto in pochi minuti. Ora, gli agenti della Squadra mobile diretti dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, avranno il compito di dare un volto e un nome al bandito. L’anziano ha fornito una sommaria descrizione del rapinatore, uno solo stando a quanto appurato, ricorda che parlava bene italiano, quindi è probabile che non fosse straniero. La speranza è chele telecamera della zona, forse quelle dell’Esselunga, possano averlo ripreso nella fuga, con ogni probabilità su un’auto. In modo tale che possa essere denunciato e assicurato alla giustizia, come avvenuto qualche giorno fa per un quarantasettenne arrestato a Napoli dopo alcune truffe messe a segno, a fine gennaio, all’isola d’Elba, fra i comuni di Marciana, Capoliveri, Rio e Porto Azzurro. 

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