Il Tirreno

Livorno

Una vita per la fisica a Dario Martelli il premio Sigrav 2010

Mario Orsini
Una vita per la fisica a Dario Martelli il premio Sigrav 2010

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Un premio prestigioso per Dario Martelli, studioso livornese: il Sigrav 2010. Riservato a giovani scienziati italiani, under 40, che - si legge nelle motivazioni - «abbiano dato contributi rilevanti allo studio della relatività generale e della fisica della gravitazione». La cerimonia di premiazione ieri pomeriggio nella splendida sala "Azzurra" della Scuola Normale Superiore di Pisa. Insieme a Dario hanno ricevuto il premio Rosalba Perna, una giovane scienziata di origini campane, e Alessandro Tomasiello ricercatore all'Università Milano-Bicocca. La consegna dei riconoscimenti, dalle mani del presidente del Sigrav Francaviglia. Per Dario, 37 anni compiuti il 12 maggio, livornese doc, questo è l'ennesimo tassello di una carriera zeppa di soddisfazioni.  All'attivo ha 43 pubblicazioni, molte delle quali con accanto alla sua firma quella d'illustri fisici mondiali come il professor Maldacena o matematici di grandezza assoluta come il professor S. T. Yau.  Tanti successi che non hanno colto di sorpresa i suoi ex insegnanti dell'allora indirizzo fisico-matematico del liceo scientifico Cecioni. «Aveva, non una ma tre marce in più - dice la sua ex prof di fisica Manuela Sammuri -. Il bello di questo ragazzo è che non era un secchione. Faceva sport e andava in discoteca». D'accordo Grazia Campolongo: «Era uno studente modello. Serio, sempre preparato e tranquillo. Nelle prove di matematica riusciva spesso, con genialità, ad arrivare alla soluzione scegliendo la strada più breve». Ottimi ricordi pure per la prof di informatica Paola Pescetti: «Nonostante siano passati tanti anni, mi vengono alla mente i suoi occhi azzurri, il suo sguardo attento, la sua curiosità intellettiva fuori del comune».  Serio e scrupoloso a scuola ma anche: «Un figlio affettuoso e gioioso, tra le mura domestiche. A noi genitori ha regalato davvero tante soddisfazioni», dicono, all'unisono mamma Sneyana, per tutti Silvia, e babbo Bruno. Dario Martelli è cresciuto a Livorno, in un palazzo sull'Aurelia a ridosso del quartiere di Corea. Si è diplomato, a pieni voti, al liceo F. Cecioni, nel "mitico" indirizzo Fisico - Matematico, nel 1992. La laurea, in Fisica, a pieni voti con lode, all'Università di Pisa, è arrivata puntuale 5 anni dopo. Il perfezionamento nella scuola di Studi Avanzati a Trieste nel 2000. Da allora la sua vita, esclusa una breve parentesi (nel 2005) al Cern di Ginevra, l'ha vissuta oltre Manica o oltre oceano. Dal 2000 al 2004 ha insegnato e fatto ricerca prima la Queen Mary College e poi all'Imperial College di Londra.  "Semplicemente favolosi", sono sue parole, i tre anni, dal 2006 al gennaio 2009, passati all'istituto Einstein di Princeton, ad una cinquantina di chilometri da New York sulla strada per Philadelphia, dove il padre della relatività ha insegnato dal suo arrivo (1933) in America. Un privilegio riservato a pochi. Ogni anno meno di una decina di giovani scienziati. «Qui -aggiunge Dario - ho fatto ricerca con il professor Maldacena: uno dei più importanti fisici che lavorano con le stringhe. Anzi al momento il più grande di tutti. Le sue idee hanno rivoluzionato la fisica teorica dell'ultimo decennio. Con lui ho fatto due pubblicazioni». Dopo Princeton, il Galles e poi di nuovo la City: «Il 2009 l'ho passato facendo ricerca ed insegnando, con contratto a tempo indeterminato, Fisica Teorica, all'Università di Swansea. Dal gennaio del 2010 sono al King's College di Londra». Altre soddisfazioni per Dario? «Essere chiamato sempre più spesso come relatore alle conferenze di Fisica in tutto il mondo». Tanto presente ma anche bei ricordi scolastici. Vero? «Sì. Ricordo la maestra Nicoletta Cipolli e le professoresse Campolongo, Sammuri, Pescetti e Ughetta Caccialupi e il professore di filosofia Sergio Paolini; quando ho saputo che è scomparso mi è dispiaciuto molto».  L'amore? «Ho conosciuto mia moglie Francesca ad una festa d'amici a Ginevra nel 2005. Io a quel tempo lavoravo alla sezione di fisica teorica del Cern e lei stava facendo il dottorato a Losanna. Anche Francesca è livornese, laureata a Pisa al Ctf. Da qualche mese abbiamo Alice una splendida bambina». Vita londinese? «Buona, viviamo nella zona di Wimbledon. Dell'Italia mi mancano un po' il cibo buono, il mare e gli amici».
Primo piano
Le indagini

Pontedera, professore arrestato per molestie: i palpeggiamenti alla lavagna e le accuse delle tre studentesse

di Sabrina Chiellini
Sani e Belli