Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Ormeggi al Campese, niente processo: «Non luogo a procedere»

di Pierluigi Sposato
L’operazione della guardia costiera e dei carabinieri del maggio 2023
L’operazione della guardia costiera e dei carabinieri del maggio 2023

Chiuso all’udienza preliminare il caso del Porticciolo: i sigilli erano scattati nel maggio 2023

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ISOLA DEL GIGLIO. «Non luogo a procedere», procedimento chiuso. Lo ha deciso la giudice Cecilia Balsamo al termine della breve udienza di ieri mattina, 25 febbraio, sul caso “Porticciolo”, i presunti abusi che sarebbero stati commessi con l’occupazione dello specchio d’acqua da parte delle imbarcazioni in località Campese. Una vicenda che era deflagrata nel maggio 2023 con i sequestri e il recapito degli avvisi di garanzia. Le ipotesi erano quelle di abuso d’ufficio e di occupazione abusiva: sotto accusa ex amministratori comunali (tre dei quali sono ancora in carica), il dirigente dei settori urbanistica e demanio e i titolari delle aziende operanti.

Non ci sarà quindi un processo per l’abuso d’ufficio (reato del resto abrogato): ne erano imputati l’ex sindaco Sergio Ortelli, il dirigente comunale Alessandro Petrini, gli allora consiglieri Luca Mibelli, Enrico Lubrani, Alessandro Brizzi e (sono ancora in consiglio) Matteo Coppa, Cosimo Riccardo Pini e Walter Rossi. L’ipotesi formulata era che, dal 2019 fino alla fine del maggio 2023, avessero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a chi aveva occupato l’area del Porticciolo (4mila metri quadrati) destinata ad attività turistico-ricettiva e imprenditoriale, con l’ormeggio e il noleggio dei natanti. Abusivamente, perché non vi sarebbe stata ancora la classificazione dell’area come punto di ormeggio, non sarebbe stata rilasciata la concessione demaniale e quindi non sarebbe stato pagato il canone. Né ci sarà un processo per l’ipotesi di occupazione abusiva: ne dovevano rispondere non soltanto gli imputati precedenti, ma anche l’imprenditore Josef Reiner Krumbach, in concorso con gli altri nove titolari di imprese che avevano già regolarizzato le proprie pendenze o che comunque avevano visto stralciata la propria posizione, per quanto riguarda la violazione del Regio decreto 327 del 1942 (Codice della navigazione), nella parte che indica l’occupazione illegittima di demanio in assenza di concessione. Krumbach aveva posizionato due unità da diporto adibite ad attività di appoggio alle immersioni subacquee, a scopo sportivo-ricreativo, secondo l’imputazione. Una contestazione che ha riguardato (con numeri di imbarcazioni diverse e anche con destinazione di semplice locazione dei natanti) anche gli altri imprenditori. Una cinquantina le imbarcazioni complessivamente individuate.

A fine udienza, il commento dell’ex sindaco Ortelli, presente anche ieri a palazzo di giustizia: «Avevamo già dimostrato che era tutto in capo alla Capitaneria di porto, che opera con atti diretti, dal momento che le richieste di attività di noleggio si presentano appunto alla Capitaneria e non al Comune. Sono 400 anni che la situazione è così, che il Porticciolo è utilizzato così». Gli imputati erano difesi dagli avvocati Elisa Bergamo, Giacomo Muraca, Meri Pinucci, Vincenzo Farnararo, Romano Lombardi, Michele Martini, Michele Mensi. Ieri in aula la Procura era rappresentata dal sostituto Carmine Nuzzo.

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