Alessia, da Porta Romana a Los Angeles e il cuore nel cinema
Dal liceo artistico di Porta Romana agli Usa per diventare produttrice cinematografica. Il grande sogno è la Marvel: «Vorrei portare Firenze e le sue bellezze in America»
È partita con una valigia di sogni. A piccoli passi. Prima frequentando una scuola per ottenere il passepartout linguistico, poi riuscendo ad aprire la porta della University of Southern California, una delle più prestigiosi per vedersi spalancare poi le porte di Hollywood, laureandosi, con la stola rossa al collo. Alessia Cruci, 24 anni, il film perfetto, quello della sua vita, lo sta girando in presa diretta. Ha frequentato il liceo artistico di Porta Romana, a Firenze, città a cui è legatissima e dove vive ancora la sua famiglia: torna ogni volta che può, anche solo per trovare l’ispirazione, oltre che per tuffarsi nella storia, tra le vie e i palazzi del Rinascimento. E qui sogna di poter ambientare una produzione americana. «Sceglierei senza dubbio i passaggi segreti degli Uffizi. Mi piacciono tantissimo i thriller, i misteri e la cornice sarebbe straordinaria, di quelle capaci di catturare l’attenzione di tutti, in Italia e soprattutto qui, in America».
Ha sempre avuto le idee molto chiare - «Mia mamma dice che fin da piccolina ho ripetuto costantemente di voler lavorare nel dietro le quinte del mondo del cinema» - e, da sola, è diventata regista di sé stessa, trasformando in realtà il motto di Walt Disney, "Se puoi sognarlo, puoi farlo".
Vive a Los Angeles da quattro anni e, un passo dopo l’altro, ha salito i gradini della grande muraglia della sua vita. La prima tappa è stata Boston. «Mi sono trasferita in Massachussetts per sette mesi per imparare la lingua. Parlavo un inglese scolastico, invece per accedere alla USC (la più antica università privata della California, ndr) serviva un livello di comprensione molto alto. Ho studiato sette mesi: ho ottenuto le certificazioni necessarie e poi sono rientrata in Italia, per aspettare l’inizio del semestre. Il nuovo percorso di studi è iniziato così». Il seguito è stata una corsa ad ostacoli, che l’ha portata ad essere l’unica studentessa non solo italiana, ma addirittura internazionale del proprio percorso accademico, la sola non americana. «Questa scuola accetta meno del 2% di chi fa domanda d’ammissione: la selezione è complicata. Per accedere, ci sono dieci saggi brevi. Ne basta uno sbagliato per mettere fine a tutto, pure se è l’ultimo. Completato questo step, c’è stata poi l’intervista: l’ho superata e così ho coronato il mio sogno. Lo scorso maggio mi sono laureata in produzione cinematografica. Ho tre minilauree in studi critici del cinema, produzione, cinematografia e arti libere. E poi ho conseguito una laurea singola in quella che è una delle scuole più importanti e prestigiose d’America per i film».
Oggi Alessia vive nel cuore dell’industria televisiva e cinematografica degli Stati Uniti: l’accento è il solito, fiorentino, ma basta qualche parola inglese qua e là per capire quanto il nuovo mondo le sia entrato nell’anima. È soddisfatta e il suo atteggiamento non è cambiato per niente, umiltà e voglia di continuare a scalare la vetta, affamata e determinata più che mai. «Se guardo indietro, penso che la me di quattro anni fa, oggi, sarebbe fiera, ma c’è ancora tanto da fare». Intanto ha già cominciato a muovere i primi passi nel dietro le quinte delle produzioni, a cogliere le sue opportunità.
«Sto lavorando ad un video promozionale, che spero possa andare davvero su Paramount, poi tra i progetti in cantiere c’è un video musicale e un lungometraggio. Per quest’ultimo progetto siamo in fase di preproduzione. Inizieremo a girare l’anno prossimo, ma abbiamo messo in moto la macchina». Ha già le idee chiare anche sull’angolo di Firenze che vorrebbe "esportare" in America. "Sceglierei i passaggi segreti degli Uffizi. Forse è un pensiero scontato, ma amo i misteri e sono convinta che potrebbe rappresentare la cornice perfetta per qualcosa di diverso. Sì, perché amo concentrarmi sulla storia delle donne, ma contestualizzate nel passato. Non nascondo che mi piacerebbe occuparmi dell’universo femminile del 1200 o anche del 1300: in questo, recita una parte decisiva la formazione scolastica, quella studiata sui banchi del prestigioso liceo artistico fiorentino frequentato, oltre al mio essere italiana a tutti gli effetti. Ho sempre apprezzato la nostra cultura , specie da quando mi sono trasferita qui in America dove non c’è niente di tutto ciò (sorride, ndr). Sarebbe bello costruire un ponte tra la mia Firenze e gli Stati Uniti, unendo la mia passione di bambina alla mia storia di oggi». E il sogno nel cassetto? Alessia guarda lontano: «Mi piacerebbe arrivare a produrre un film della Marvel, la cui storia si sta evolvendo a grandi passi. Il focus non sono più soltanto i super-eroi: oggi si raccontano i cambiamenti della società, i possibili sbagli in cui si può incorrere e le tante cose buone che invece la vita può riservare. E poi Marvel sta integrando tante donne, registe e eroine esse stesse. Produrre un film sarebbe la punta dell’iceberg, c’è un lavoro incredibile dietro quello che poi si vede. Creare costumi, immaginare personalità e ricostruire la scenografia, che si tratti di futuro o di passato. E poi c’è il magico, che fin da bambina, coi libri e i film di Harry Potter, mi ha sempre catturato: la fantasia è capace di trasportarti in un altro mondo. E questo basta per sognare». Sì. Alessia, cuore fiorentino, il suo sogno americano l’ha realizzato davvero.
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