Rubata la statua sulla tomba «Un’offesa a chi non c’è più»
PIETRASANTA. «Ti svegli la mattina con il pensiero di andare a trovare un fratello, una madre, un padre, o peggio un figlio che ti hanno lasciato. E quando arrivi alla tomba non trovi più oggetti,...
PIETRASANTA. «Ti svegli la mattina con il pensiero di andare a trovare un fratello, una madre, un padre, o peggio un figlio che ti hanno lasciato. E quando arrivi alla tomba non trovi più oggetti, fiori, statue. Non se ne può più».
Lo sfogo è di Giovanna Bacci, che l’altroieri è andata al cimitero per salutare il fratello Alessandro, scomparso nel 2004 a 26 anni. E con sua brutta, bruttissima sorpresa, si è accorta che i ladri avevano portato via una statua di bronzo che apparteneva alla tomba della sua famiglia da 27 anni. Una croce con delle rose attorcigliate, opera di uno scultore pietrasantino. «Si tratta di un oggetto a cui la mia famiglia è molto legata - dice Giovanna Bacci - certo, ha anche un valore economico. Ma è soprattutto quello affettivo a spingerci a dire basta in maniera aperta a questi furti al cimitero».
La famiglia Bacci, infatti, non è che l’ultima vittima di una serie di raid continui in uno dei luoghi più sacri - e non solo per motivi religiosi - che esistano nelle città. Raid che a volte si confondono col vandalismo, perché l’oggetto del furto spesso ha poco valore.
«A noi come ad altri - dice Giovanna - succede con troppa frequenza di non trovare più i fiori o oggetti lasciati in ricordo dei nostri cari. È un insulto a chi non c’è più, che fa male. Perché un conto è sopportare chi ti ruba in casa, un altro è vedere un insulto a un tuo familiare che hai pianto e continui a piangere ogni giorno. Penso a mio fratello, ma come me sono tanti quelli che si sentono umiliati da un atteggiamento simile. Ed ecco perché, dopo aver sporto denuncia ai carabinieri, chiediamo anche all’amministrazione comunale di interessarsi al problema. Sappiamo che ci sono delle telecamere agli ingressi, ma i militari ci hanno detto che non funzionano. Perciò noi chiediamo al Comune di porre un freno a questi furti ignobili. Possono portarci via quello che vogliono, ma non riusciranno mai a portare via i nostri ricordi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA