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Calcio: Serie B

Pisa, la “confessione” di Pippo Inzaghi: «Qualcuno mi disse: ma chi te l’ha fatto fare?»

di Andrea Chiavacci
Il mister nerazzurro
Il mister nerazzurro

L’allenatore ha parlato a 500 studenti nel corso dell’evento della Leopolda: «Pazzesco il feeling che si è creato con il pubblico, questo il momento più difficile»

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PISA. Per Filippo Inzaghi quella di ieri, 31 marzo, è stata una giornata particolare visto che ha tenuto una lezione durante l’evento “Costruiamo il futuro” alla stazione Leopolda. Il tecnico nerazzurro ha tenuto una breve lezione davanti a 500 giovani e poi, rispondendo alle domande dei ragazzi, ha parlato anche del Pisa e del rapporto con la città. «Quando ho accettato qualcuno mi domandava “Ma chi te l’ha fatto fare?”, io però come sempre credo molto nel mio istinto ed ero convinto che Pisa fosse la piazza giusta per me. Fin da subito ho pensato che qui si poteva costruire qualcosa di magico. Non so come andrà a finire ma qualcosa di magico abbiamo già costruito. Vedere tutta questa gente che cui segue in casa e in trasferta, che ci accoglie all’aeroporto, è qualcosa di straordinario. Fin da Bormio siamo diventati una cosa sola con il pubblico. Ci mancano sette partite, ancora molto dure, e adesso viene il momento più difficile e complicato».

Le tappe

Con 8 punti di vantaggio sulla terza a 7 giornate dalla fine bisogna centellinare le energie fisiche e mentali. «Quando si inizia ad intravedere qualcosa di magico bisogna essere ancora più forti – spiega Inzaghi – l’unica cosa che mi sento di dire alla squadra è quella di continuare a lavorare sodo. Io mi auguro di raggiungere il nostro sogno ma sono già molto orgoglioso di quello che abbiamo creato. Abbiamo una società organizzata, presente, che mi ha fatto trovare una squadra forte e con giocatori molto seri. Probabilmente qualche squadra è più forte di noi ma non so se hanno 27-28 giocatori così seri e che rispettano tutte le mie decisioni. Mi auguro che questo possa portarci lontano».

Lo spogliatoio

La gestione dello spogliatoio è un altro aspetto fondamentale, soprattutto quando le cose non vanno bene. «Per fortuna non è successo tante volte di dover parlare alla squadra quando è in svantaggio. Al di là di tutto parlare ai calciatori durante l’intervallo è una delle cose più difficili per un allenatore perché ti devi staccare da quello che hai vissuto in panchina mentre loro giocano. Devo cercare prima di tutto di tranquillizzarli e mi faccio aiutare dai collaboratori che seguono la partita dalla tribuna. Parlo a braccio, non mi preparo niente. Ci sono state volte in cui mi sono arrabbiato quando eravamo in vantaggio per mantenere alta l’attenzione, ma ci sono anche volte in cui ho cercato di dare fiducia alla squadra quando si trovava in svantaggio. Devi diventare un po’ psicologo».

La partita

Inzaghi non ha dubbi su quale sia la partita che l’ha soddisfatto maggiormente. «Quella di sabato scorso a Cosenza è stata finora la più importante perché sapendo già il risultato dello Spezia ero preoccupato dal fatto che, giocando contro l’ultima in classifica, potevamo, inconsciamente, andare più rilassati in campo. Invece la squadra aveva già chiuso la partita a fine primo tempo. Per me è stata una dimostrazione di grande crescita. Mi auguro di avere le stesse soddisfazioni da qui alla fine».

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