Il caso
Pisa, ecco un autodromo per veicoli senza pilota: dove sarà costruito
Lo realizzerà la Scuola Sant’Anna in un’area di 15mila metri: «L’obiettivo è quello di sviluppare auto intelligenti al servizio di persone con disabilità»
PISA. Nascerà a Pisa entro la fine del 2024, in via Emilia a Ospedaletto, su un’area specifica, un autodromo (15mila metri quadri di pista, lunga circa 300 metri, con un rettilineo di 100) dove sarà possibile progettare e sviluppare veicoli intelligenti al servizio di persone con disabilità. Il progetto porta la firma della Scuola Superiore Sant’Anna e sarà realizzato su un terreno concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune di Pisa, che ha voluto destinare quest’area per favorire lo sviluppo della ricerca applicata su temi di frontiera.
La struttura costituirà un circuito unico in Italia per validare e sperimentare le tecnologie emergenti, ovvero auto senza pilota, rese possibili dall’intelligenza artificiale, dalla robotica dalla cybersecurity, passando dalle reti radiomobili 5G e 6G applicate alla guida autonoma. Un progetto importante sul quale lavorerà un gruppo composto da docenti, ricercatori degli Istituti TeCip (Telecomunicazioni, Informatica e Fotonica) e di Intelligenza Meccanica della Scuola Sant’Anna, sotto la guida del professor Giorgio Buttazzo, docente di sistemi di elaborazione delle informazioni, che potrà così sperimentare l’applicazione di nuove metodologie e algoritmi per rendere i veicoli intelligenti del futuro più sicuri e affidabili, accelerando i tempi di sviluppo e test in ambienti urbani realistici.
«I veicoli autonomi in studio in diversi ambienti di ricerca – ha spiegato Buttazzo – sono sperimentati in laboratorio per non fare danni all’ambiente. In sostanza, noi effettuiamo simulazioni in ambienti virtuali in cui far muovere questi veicoli. Il problema è che questi mondi creati in laboratorio sono ovviamente diversi dalla realtà, quindi quando andiamo a testare un veicolo su strada questo può avere un comportamento diverso e creare un pericolo. A tutto questo abbiamo voluto mettere fine con la creazione di un autodromo, ovvero un ambiente reale in cui poter progettare e testare con sicurezza i veicoli che studiamo con tutti gli algoritmi legati all’intelligenza artificiale».
A lavorare sul circuito, acquistata dalla Scuola Sant’Anna, sarà un’auto di ultima generazione: si tratta di una Volkswagen ibrida, sensorizzata con telecamere e radar, e che potrà essere controllata per intero via software. Ma le novità non finiscono qui. Il progetto dell’autodromo trova oggi sostegno nell’ambito delle attività del progetto Brief (acronimo di “Biorobotics Research and Innovation Engineering Facilities”), infrastruttura di ricerca complessa, di cui è capofila la Scuola Sant’Anna, con la responsabile Arianna Menciassi, docente di Bioingegneria industriale dell’Istituto di BioRobotica e prorettrice della Scuola. L’infrastruttura di ricerca complessa potrà ricevere ricercatori da tutto il mondo per portare a termine attività specifiche, sfruttando le potenzialità che il progetto stesso e il programma Pnrr offrono. La Scuola Sant’Anna si è detta inoltre disponibile ad avviare collaborazioni con aziende e centri di ricerca interessati al progetto dell’infrastruttura che si propone come centro all’avanguardia per la sperimentazione di algoritmi e sistemi innovativi di natura eterogenea.