Il Tirreno

Una veglia funebre per Nicola, tra fiori fuochi d’artificio, lanterne e canzoni

il momento della veglia a Nicola Iacobucci, con i parenti e gli amici più stretti, e i due figli, davanti alla bara dell’operaio 36 enne, circondata da fiori e messaggi, il momento in cui sono scoppiati i fuochi d’artificio e sono state lanciate in cielo le lanterne
il momento della veglia a Nicola Iacobucci, con i parenti e gli amici più stretti, e i due figli, davanti alla bara dell’operaio 36 enne, circondata da fiori e messaggi, il momento in cui sono scoppiati i fuochi d’artificio e sono state lanciate in cielo le lanterne

I funerali si sono svolti in forma privata in casa dell’operaio 36 enne, poi seppellito al cimitero di Montignoso

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Non ci poteva essere, per colpa dell’epidemia in corso, un vero e proprio funerale per Nicola Iacobucci, 36 anni, di Montignoso, dove viveva con la moglie e due figli, morto sul posto di lavoro, travolto da un silos, lo scorso 28 ottobre. Ma gli amici e i parenti più stretti hanno voluto comunque dedicargli una serata di preghiera. Hanno voluto ricordarlo nella semplicità dei suoi 36 anni, con le cose che gli piaceva fare, la musica che gli piaceva ascoltare, accanto alle persone che amava.

C’erano anche i suoi due figlie martedì sera, alla veglia per Nicola, organizzata dalla moglie e dagli amici. La bara bianca, su cui avevano appoggiato una maglietta decorata con una sua foto, in maniche corte, abbronzato, in estate, quando era felice. Le corone di fiori e rose rosse, i messaggi firmati a più mani. Ancora fiori e lettere, fotografie e messaggi. La veglia era stata allestita in un tendone bianco, poco distante dall’abitazione di Nicola. Era giovane, e amava le cose speciali. Per questo, seppur apparentemente strano durante una veglia funebre, la moglie ha voluto che fossero sparati i fuochi d’artificio e con gli amici e i bambini sono state fatte volare delle lanterne luminose verso l’alto, simbolo di uno spirito libero, mentre suonava una delle sue canzoni preferite “Puorteme luntano”, neomelodica napoletana. Adesso più che mai. I funerali si sono svolti in forma privata ieri pomeriggio, in casa di Nicola Iacobucci e poi l’uomo è stato seppellito nel cimitero cittadino di Montignoso.

Rimane il dramma di una vita spezzata sul posto di lavoro: secondo quanto ricostruito, il giovane stava lavorando in una vecchia segheria in disuso nella zona industriale di Luni per raccogliere del ferro, un intervento che era regolarmente autorizzato. Era in compagnia di alcuni colleghi e mentre stava ispezionando un silos, pieno di marmettola, per ragioni che dovranno essere accertate dalle indagini, il giovane è stato travolto ed è morto sul colpo. Ci sono tre indagati dalla procura di La Spezia per la morte di Nicola: Claudio Domenico Simonelli, titolare dello stabilimento; un operaio, Maurizio Franchi e Danilo Bellini. L’ipotesi di reato che avanza la procura, nello specifico la sostituto procuratrice dal pubblico ministero Claudia Merlino, è l’omicidio colposo. —