Il Tirreno

il ricordo del nipote dell’anpi carrara 

Cent’anni fa nasceva Giuseppe Antonini il comandante Andrea

R.C.
Cent’anni fa nasceva Giuseppe Antonini il comandante Andrea

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Carrara

Oggi, 11 aprile, Giuseppe Antonini (il Viareggino) avrebbe compiuto 100 anni; ne traccia un ricordo il nipote Filippo Antonini, dell’Anpi Carrara. Giuseppe Antonini è deceduto nel 2009, a 89 anni.

Ecco quello che scrive il nipote.

«Giuseppe Antonini (il Viareggino), comandante partigiano delle Brigate Garibaldi nella zona di Massa-Carrara con il nome di battaglia “Andrea”, presidente dell’Anpi della Versilia e membro del consiglio regionale e nazionale dell’Anpi. Antonini, originario di San Giuliano (Pisa), si trasferisce giovanissimo a Viareggio con la famiglia; qui frequenta le scuole, prima di entrare come operaio alla Piaggio di Pontedera, esperienza formativa che gli permetterà di conoscere le problematiche del mondo del lavoro e avvicinarsi alla classe operaia. Fin dal 1937 antifascista nel movimento clandestino viareggino, militante del Pci e militare in Jugolavia».

E prosegue: «Dopo il 25 luglio 1943 entra a far parte del Comitato militare della Resistenza nella provincia di Lucca ma a seguito della disfatta di Forno del giugno 1944 e alla morte di Marcello Garosi, il comandante Tito, viene inviato a Massa per riorganizzare le formazioni partigiane della zona. Antonini, insieme agli avenzini, costituisce la formazione “Aldo Cartolari” che opera nella zona della Brugiana; nell’agosto del 1944 nasce la brigata Ugo Muccini di cui Andrea sarà prima commissario politico e poi da comandante dirigerà la famosa battaglia del Monte Sagro del 24 agosto 1944».

«Nel dopoguerra parteciperà attivamente alla ricostruzione e alla vita politica del nostro Paese, tramandando ai giovani nelle tante sofferte stagioni della neonata democrazia, gli ideali della Resistenza e i valori della Costituzione».

«Giuseppe Antonini apparteneva a quella generazione che conferì all’impegno in prima persona un significato speciale: un valore civile, politico e morale, quasi sacro», conclude il suo ricordo il nipote Filippo Antonini dell’Anpi Carrara.

R.C.

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