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Ultimatum di Elon Musk a Camp Darby: «Dimmi cosa fai o ti mando a casa». La mail e chi dovrà rispondere

di Danilo Renzullo

	Una veduta aerea della base militare di Camp Darby al confine tra Pisa e Livorno (Foto d’archivio)
Una veduta aerea della base militare di Camp Darby al confine tra Pisa e Livorno (Foto d’archivio)

A 100 dipendenti della base chiesto di giustificare il lavoro svolto, pena il licenziamento

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PISA. Poche righe, una firma – Elon Musk – e l’immancabile post su X. È bastata una mail a generare il panico, un nuovo passaggio sui social dell’istrionico multimiliardario a capo del Dipartimento per l’efficienza del governo (Doge) degli Stati Uniti per incutere un clima di terrore. Perché quelle poche parole recapitate nelle caselle mail di tutti i dipendenti civili americani impiegati a Camp Darby hanno il sapore dell’ultimatum. «Ditemi cosa fate e a cosa servite per lo Stato», in estrema sintesi, la richiesta.

La mail

Due giorni di tempo per rispondere, pena il licenziamento. In tronco, senza un perché. In alternativa, un’analisi delle attività svolte nella base militare che sorge tra Pisa e Livorno. «Se sei fondamentale, continuerai a lavorare. Se invece ricopri un ruolo non più funzionale alle nuove politiche di tagli, addio contratto». Che, significa, addio lavoro, addio assistenza sanitaria e addio ad una serie di benefit di cui possono godere i lavoratori federali statunitensi. Ma non solo. Perché il braccio destro di Donald Trump ha anche invitato i lavoratori a «ringraziare i superiori». Esclusi dalla richiesta il personale militare e gli oltre quattrocento lavoratori civili italiani.

A chi è arrivata

La mail è stata recapitata nei giorni scorsi ad un centinaio di addetti dell’enclave statunitense, soprattutto amministrativi (“pacchetto” che rientra tra le circa 2,3 milioni di mail spedite ad altrettanti lavoratori pubblici), con una richiesta ben precisa: elencare le cinque attività svolte nell’ultima settimana. La mancata risposta, avrebbe innescato una procedura di licenziamento in tronco e il ritorno negli Stati Uniti. Anzi, no. Perché gli uffici di Musk hanno specificato che si tratterebbero, eventualmente, di dimissioni del singolo lavoratore non ritenuto più funzionale al ruolo dello Stato e al dipartimento federale. Al contrario, le risposte sarebbero state vagliate dagli uffici del dipartimento che vede a capo il patron di X e Tesla per valutare l’importanza di quel singolo ruolo. Le mail sono partite da un indirizzo dell’Office of personnel management, l’ufficio delle risorse umane del governo federale, scatenando il panico.

Così la Us Army Garrison Italy

Per il momento, nessuna risposta è partita da Camp Darby (secondo quanto invitato a fare anche dall’Fbi, dal Pentagono e da numerosi altri dipartimenti Usa), anche dopo la (semi) marcia indietro di Musk che, con un post su X, ha preteso le risposte, ma senza più una scadenza.

«L’esercito Usa eseguirà e implementerà pienamente tutte le direttive delineate negli ordini esecutivi emessi dal presidente, garantendo che vengano eseguite con la massima professionalità, efficienza e in linea con gli obiettivi di sicurezza nazionale», fanno sapere dal comando Us Army Garrison Italy, la guarnigione con sede a Vicenza alla quale appartiene Camp Darby, che resta in attesa di nuove direttive dalle quali potrebbero dipendere la futura funzionalità ed efficienza della base militare a stelle e strisce. 


 

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