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Livorno, visita alla bimba per il sostegno: l’Asl cancella l’attesa di 30 mesi

di Martina Trivigno

	(foto d'archivio)
(foto d'archivio)

La soluzione dopo la protesta della madre della piccola attraverso Il Tirreno: «Così mia figlia potrà avviare l’iter per la domanda per l’insegnante di supporto»

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LIVORNO. «Grazie al Tirreno e all’Asl Toscana nord ovest». Nelle sue parole, dall’altro capo del telefono, c’è tutta la gioia di una madre per aver risolto in una decina di giorni – anziché in due anni e mezzo (per la precisione il 7 settembre 2027) – un problema che, per lei, sembrava insormontabile: la visita neuropsichiatrica alla sua bambina necessaria per ottenere il sostegno a scuola. «Proprio questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mi hanno chiamato dall’Azienda sanitaria, che ringrazio – sottolinea la donna – . Mi è stato spiegato che sarà validato il percorso che mia figlia ha fatto nel privato, pagando oltre 600 euro. Significa che la commissione della scuola media a cui si è iscritta per il prossimo anno scolastico potrà valutare la sua domanda per l’insegnante di sostegno».

I fatti

La piccola livornese, all’ultimo anno delle elementari, a settembre 2025 inizierà il suo percorso alle medie e, cambiando scuola, dovrà essere rinnovata la richiesta per il sostegno. Così, sapendo che le procedure richiedono molto tempo, la madre si è mossa con largo anticipo. «Ho chiamato la pediatra che, il 6 febbraio scorso, ha compilato l’impegnativa a carattere d’urgenza a nome di mia figlia – aveva raccontato al Tirreno – ed io ho subito contattato il Cup (centro unico di prenotazione) per prendere l’appuntamento. Già la prima risposta mi spiazza: mi viene detto dall’operatrice, infatti, che non c’è posto da nessuna parte per quella visita ma che se avessi avuto una ricetta senza priorità allora un posto c’era all’ospedale di Livorno, tra sette mesi, a settembre. Allora chiamo la pediatra, mi faccio fare un’impegnativa senza priorità e contatto di nuovo il Cup». La donna resta in attesa a lungo, ma è determinata a prendere quell’unico appuntamento e ci riesce. Ma quando aggiunge quell’impegno alla sua agenda sullo smartphone, nota che il 7 settembre 2025 cade di domenica. Così contatta di nuovo il Cup ed ecco la (spiacevole) sorpresa: l’appuntamento è stato fissato sì al 7 settembre, ma dell’anno 2027. Ed è a quel punto che decide di rivolgersi al Tirreno, sottolineando che «è inaccettabile aspettare due anni e mezzo per una visita neuropsichiatrica infantile, considerando l’importanza che per la mia bambina ha quella visita».

La soluzione

Alla fine, l’Asl la contatta e dieci giorni dopo la sua protesta (ieri) arriva la buona notizia: è stata trovata la soluzione. «Per chi voglia richiedere l’insegnante di sostegno, il primo passo consiste nel formalizzare una richiesta al reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Asl di riferimento: è una richiesta che possono fare soltanto i genitori o chi ne esercita la responsabilità genitoriale – prosegue la madre della bambina – . Un percorso che io avevo fatto nel privato, spendendo oltre 600 euro, sapendo che le liste d’attesa sono lunghissime. Ora quel percorso privato sarà validato dalla sanità pubblica, consentendomi così di avviare l’iter per richiedere l’insegnante di sostegno per la mia bambina. Per questo ringrazio l’Azienda sanitaria e spero che il caso di mia figlia possa servire ad aiutare altre famiglie che si trovino ad affrontare le mie stesse problematiche».

«Tuttavia – conclude la donna – dobbiamo anche pensare che non tutte le famiglie possono sostenere spese così elevate per visite specialistiche nel privato. Io ce l’ho fatta, seppur tra molti sacrifici. Spero che sia trovata al più presto una soluzione meno dispendiosa per aver riconosciuto un diritto».

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