Sassuolo-Pisa, parla Renzo Ulivieri, il boss dei mister: «Vi dico cosa farà la differenza»
Il tecnico anticipa i temi del big match del Mapei Stadium, dove ci saranno almeno 5mila tifosi nerazzurri
PISA. La super sfida della Serie B sarà uno dei piatti forti del fine settimana. Da una parte il Sassuolo che vuole dare il colpo definitivo al campionato, attualmente è primo con 62 punti, dall'altro il Pisa che sogna di andare a -2 dalla capolista ma soprattutto a consolidare o a incrementare il vantaggio sullo Spezia, ora terzo a- 7 dalla squadra di Inzaghi.
Del big match del Mapei Stadium, dove ci saranno almeno 5mila tifosi nerazzurri, parla Renzo Ulivieri. Il tecnico di San Miniato è presidente dell'Associazione italiana allenatori calcio e direttore della Scuola allenatori della Figc. Tra i tanti successi ottenuti in carriera, Ulivieri ha conquistato la promozione Serie A con la Sampdoria nella stagione 1981/82 e con il Bologna nel campionato 1995/96. Con i rossoblù ha conquistato anche una semifinale di Coppa Uefa nel 1998/99. E con il Parma, nel 2000/2001, è riuscito a centrare la qualificazione alla Champions League subentrando a campionato in corso.
Come giudica il percorso fatto finora da Sassuolo e Pisa?
«Credo che il cammino della squadra di Fabio Grosso sia nella norma, perché è una squadra costruita per vincere il campionato, tornata in B dopo 10 anni di Serie A. È stato bravo Grosso a mettere insieme una formazione con grandi individualità e dargli un'espressione di gioco importante e a ottenere subito grandi risultati. Sul Pisa alla vigilia non c'erano le stesse aspettative ma la squadra nerazzurra è in alto con pieno merito. Inzaghi ha fatto un ottimo lavoro ed è stato abile ad adattare giocatori in ruoli diversi da quelli consueti. Su tutti mi viene in mente quanto di buono ha fatto con Touré. Inoltre mi piace molto il rapporto che ha creato con la squadra, i giocatori lo vanno sempre ad abbracciare. Segno che ha trovato la chiave giusta».
Da allenatore come giudica i duellanti di sabato prossimo?
«Sono tornati protagonisti in questo torneo ma la Serie B l'hanno già vinta entrambi rispettivamente con Frosinone e Benevento. Hanno maturato esperienze che li hanno fatti crescere e maturare. Gli allenatori che escono da una scuola all'avanguardia come quella di Coverciano sono subito molto preparati. In Italia però conta moltissimo confrontarsi in campionati difficili come la B ma anche la Serie C, che Inzaghi ha vinto a Venezia (nel 2016/2017, nda). Sia Grosso che Inzaghi hanno già fatto la Serie A e sicuramente sono pronti per l'eventuale salto con le loro squadre».
Che partita si aspetta al Mapei Stadium?
«Secondo me sarà un vero spettacolo, non solo per i tifosi delle due squadre ma anche per gli spettatori neutrali. Penso che sarà una partita equilibrata e con tanti gol. Il Sassuolo e il Pisa giocano in maniera diversa. I neroverdi puntano più sulla manovra, i nerazzurri più sul gioco in verticale. Sono due modi diversi ma altrettanto efficaci di produrre gioco e risultati. Gli allenatori sono stati bravi a sfruttare le caratteristiche dei giocatori a disposizione per dare un'identità di gioco precisa alle loro squadre».
Pensa che il fatto che il Sassuolo sia andato in difficoltà, soprattutto a livello di ritmo, nella gara di andata con il Pisa, ma anche negli scontri diretti con lo Spezia, possa incidere anche nella gara di sabato?
«Il dato che il Sassuolo soffra gli scontri diretti è reale ma non credo che inciderà. Questa è una squadra matura. Ripeto, mi aspetto una gara alla pari».
Chi può fare la differenza in campo?
«Non faccio nomi, ma in genere sono i giocatori in grado di saltare l'uomo. Ed entrambe ne hanno diversi. Credo però che, anche per la mentalità dei due allenatori, la differenza la farà il collettivo».
Come si deciderà la corsa promozione?
«Sassuolo e Pisa sono avanti ma con 11 partite da giocare tutto è ancora possibile. Come sempre questo è un campionato affascinante sia in testa che in coda. Lo Spezia anche se ora è a -7 dal Pisa non mollerà. È guidata da un tecnico e una persona che stimo molto come Luca D'Angelo. A Pisa ha fatto grandi cose e penso che comunque abbia lasciato nel complesso un bel ricordo. A Spezia prima ha salvato la squadra in una situazione difficile e poi, in questa stagione, è riuscito a fare un campionato di vertice. Inutile dire quanto siano fondamentali per il Pisa queste due sfide con Sassuolo e Spezia in trasferta».
Intanto a Pisa c'è entusiasmo anche per l'inizio ai lavori del nuovo centro sportivo: quanto può pesare questo investimento sul futuro del club?
«Avere una struttura di proprietà è fondamentale per fare calcio ad alti livelli. E non solo. Non conosco il progetto del Pisa ma oggi in Europa i centri sportivi servono anche per costruire comunità ed essere aperti a mondi che vanno oltre la squadra. Come ad esempio quello del diritto allo sport e alla salute per tutti. Ma posso aggiungere una cosa?».
Prego.
«Vorrei sottolineare che apprezzo molto i tifosi del Pisa per il loro calore e soprattutto quello che fanno da anni nel sociale. Per i messaggi che mandano con i loro striscioni negli stadi di tutta Italia. Si meritano un grande applauso».
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