L’incidente
Giorgia Franceschelli dopo l'incidente in Usa, il video dall’ospedale e il bel gesto del campione di baseball: «Presto sarò dimessa» – Video
Grosseto, migliorano le condizioni della studentessa 19enne. Adesso è in una clinica di Broken Harrow specializzata nella riabilitazione: «Andrò ad abitare in un appartamento gentilmente offerto da David Rolandini ex campione del Bbc»
GROSSETO. Giorgia Franceschelli, la diciannovenne studentessa grossetana e stella locale del softball prosegue la sua convalescenza negli Stati Uniti, dopo il grave incidente che le è occorso domenica 13 settembre alle 21, 20 nella contea di Latimer, vicino a Hugle Road, mentre stava rientrando a Wilburton all’Eastern Oklahoma State College.
Dimissioni sempre più vicine
La giovane grossetana, che ha al suo fianco il padre Enrico Franceschelli e la mamma Monica Toniazzi, dopo un periodo iniziale a Tulsa, è stata trasferita nella clinica del St John Hospital di Broken Arrow, quella specializzata in riabilitazione. «Nei prossimi giorni verrà dimessa – sottolinea Enrico Franceschelli – ma fino a che non potrà mettere peso agli arti posteriori non possono continuare una vera e propria riabilitazione. I costi di degenza sarebbero talmente alti e non avremmo dei buoni risultati. Per cui sarà mamma Monica, insegnante di scienze motorie, a curare Giorgia fino a che non rientriamo in clinica, una volta che il chirurgo ortopedico certificherà la possibilità di caricare peso sugli arti inferiori. Mercoledì avremo una visita con il chirurgo ortopedico nella speranza di poter pianificare qualcosa di più preciso».
Il bel gesto del grande campione di baseball
Il problema deriva dal fatto che Giorgia ha subito fratture ad entrambe le braccia, al bacino ed a entrambi i piedi. Quindi per adesso è costretta ancora a letto e si può concedere solo pochi minuti al giorno con la sedia a rotelle. Lo spirito di Giorgia, che ha festeggiato i 19 anni insieme alle compagne di squadra, è però sempre più alto e oggi (26 ottobre) ha inviato anche un video per rassicurare sulle sue condizioni e per fare i ringraziamenti. «A breve mi dimetteranno dalla clinica di riabilitazione in cui sono adesso – dice Giorgia – e andrò ad abitare in un appartamento gentilmente offerto da David Rolandini, il grande campione di baseball che ha giocato nel Bbc Grosseto dal 2003 al 2005, nato e cresciuto proprio in Oklahoma».
Il ringraziamento
Quella di “Mister Zero” (così soprannominato per essere rimasto 82 inning senza subire punti), uno degli eroi dello scudetto del 2022, è l’ennesima testimonianza di affetto ricevuta da Giorgia, Monica ed Enrico, un tecnico che ha grandi conoscenze nel mondo del baseball. «Vorrei ringraziare tutte le persone che mi sono state accanto in questo periodo – prosegue Giorgia – da quelle che hanno partecipato al Gofoundme organizzato da Lorenzo Orlandini, alla mia squadra di softball del Bsc Grosseto, gli amici mi stanno accanto tutti i giorni e soprattutto anche la mia scuola americana: coach Anthony e coach Kendra mi sono stati accanto dal primo momento. Grazie anche alla famiglia che mi ha ospitato un anno qui in America, con Kelsey e Chris White che mi hanno sostenuto e continuano ad aiutarmi ogni giorno qui in America. Un grosso grazie anche a tutte le persone di Grosseto che non conosco e che mi hanno aiutato, a cominciare dal sindaco Vivarelli Colonna. Vorrei ringraziare David Majeski, un coach americano dell’Arezzo che mi è stato accanto tutto il tempo e continuo a starmi accanto».
L’incidente, la paura
Inevitabile un accenno all’incidente: «Mi ricordo poco, soprattutto perché io mi sono svegliata dopo l’impatto. Ho aperto gli occhi e la prima cosa che ho visto sono state le fiamme e ho sentito veramente molta paura, soprattutto quando mi sono girata e ho visto il mio amico Ethan sdraiato completamente su di me. Cercavo di svegliarlo, di fargli capire quello che era successo, ma lui non si riusciva a svegliare. E lì mi sono veramente spaventata. Un altro momento di paura – aggiunge – è stato quando ho dato uno sguardo alla strada e non c’era nessuna macchina che passava, nessuno che potesse cercare di salvarci, fino a che in un secondo ho visto delle luci che venivano da dietro di noi. Per fortuna delle persone sono riuscite a tirarmi fuori dalla macchina, nonostante io chiedessi di salvare il mio amico, perché c’erano più fiamme dove era lui. Sono riusciti a salvare me e subito dopo che sono uscita l’auto è esplosa e quello è stato veramente il momento più pauroso della mia vita».
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