Il Tirreno

Grosseto

in procura

Si uccide a 47 anni in cella Presentata la denuncia

Si uccide a 47 anni in cella Presentata la denuncia

GROSSETO. «Quello che è successo è terribile, ma l’amministrazione penitenziaria non sembra avere alcuna responsabilità». È passato poco più di un mese dal dramma vissuto nel carcere di via Saffi,...

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GROSSETO. «Quello che è successo è terribile, ma l’amministrazione penitenziaria non sembra avere alcuna responsabilità». È passato poco più di un mese dal dramma vissuto nel carcere di via Saffi, quando un detenuto quarantasettenne è stato trovato agonizzante nella sua cella dopo essersi impiccato con le lenzuola nel bagno. Rita Bernardini, la leader radicale che ieri ha visitato la struttura di via Saffi, abbassa lo sguardo prima di parlare. «Ci è stato spiegato quello che è accaduto - dice - la direzione aveva anche disposto che in cella con l’uomo ci fosse un piantone, un altro detenuto che lo controllasse». Erano da poco passate le tre del mattino quando la guardia che stava facendo il giro notturno di controllo ha visto che l’uomo non era nel suo letto. I sanitari del 118 hanno cercato di rianimarlo, ma per lui era troppo tardi. Ora, mentre nel carcere di Grosseto va avanti l’inchiesta interna e mentre il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha aperto un fascicolo su quel suicidio, i familiari del quarantasettenne si sono rivolti all’avvocato dell’uomo per sporgere denuncia. «Il fratello e la madre vogliono delle risposte - spiega Tania Amarugi - e soprattutto vogliono sapere se quella morte poteva essere evitata in qualche modo. Hanno manifestato la volontà di essere ascoltati».

Il quarantasettenne era finito in carcere per non aver ottemperato al divieto di non avvicinamento all’ex compagna. Già nell’appartamento dove la donna vive con il figlio quindicenne l’uomo, prima di essere arrestato, aveva tentato di uccidersi gettandosi dal balcone con un cappio al collo. Era stata la donna a salvargli la vita. Una settimana dopo, in cella, l’uomo è riuscito però a mettere la parola fine alla sua vita.

(f.g.)

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