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L’Empoli batte la Signora e ora sogna in grande: è la vittoria di un gruppo ritrovato

di Paolo Nencioni

	La gioia degli azzurri dopo il rigore decisivo di Marianucci
La gioia degli azzurri dopo il rigore decisivo di Marianucci

Decisivi i calci di rigore dopo le reti di Maleh e Thuram. Sbagliano Vlahovic e Yildiz, azzurri infallibili

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EMPOLI. All’Allianz Stadium succede l’impossibile. L’Empoli elimina la Juventus ai calci di rigore e conquista una storica semifinale di Coppa Italia. Ancora più bella perché assolutamente inattesa. L’ultima immagine che arriva da Torino è il primo piano di Liberato Cacace che si volta per non vedere il tiro dal dischetto del livornese Luca Marianucci prima di aprirsi in un sorriso a 32 denti quando sente i rumori di fondo che certificano una vittoria pronosticata da nessuno.

Azzurri da vittima sacrificale ad “ammazzagrandi”, insomma: dopo aver eliminato il Torino e la Fiorentina, si concedono il lusso di estromettere la Juve a domicilio e ora troveranno il Bologna nella doppia sfida di aprile che a questo punto non è persa in partenza: sognare in fondo non costa nulla. Anche perché l’Empoli di aprile potrebbe essere un po’ più competitivo dell’Empoli di febbraio, se solo riuscisse a recuperare qualcuno dei tanti infortunati. E col Bologna in campionato in fin dei conti sono usciti due pareggi.

Eppure va detto che gli azzurri sembrava volessero interpretare un copione già visto tante, troppe volte: avanti a sorpresa, poi occasioni sbagliate e rimonta della grande di turno. No, stavolta hanno scritto un finale diverso. E hanno vinto con merito.

La cronaca della partita

Juve subito vicina al gol al 2’ con Nico Gonzalez che getta alle ortiche un assist di Kolo Muani. Poi i padroni di casa spingono ma non sfondano. L’Empoli trova gli equilibri e alla prima occasione utile colpisce. 24’: assist del baby Bacci (buona la sua prova) per Maleh che da fuori area lascia partire un diagonale di destro che si insacca alla sinistra di Perin. Ci si aspetta la reazione furiosa dei bianconeri, che però sparano a salve, e in realtà a mangiarsi le mani è D’Aversa al 46’ quando vede l’altro baby Konate, solo davanti a Perin su rinvio di Vasquez che calcia incredibilmente sul palo. Nella ripresa Thiago Motta capisce che serve qualcosa di diverso e al 55’ s’inventa Locatelli difensore centrale con Yildiz a dare una mano davanti, ma due minuti dopo è Sambia a macchiarsi di un peccato mortale: ruba palla a Cambiaso e anziché servire il liberissimo Konate per un rigore in movimento si mette in proprio e guadagna solo un angolo. D’Aversa ci crede e sgancia Pezzella, Esposito e Kouamé. Ma non ha fatto i conti con una sontuosa giocata di Thuram che al 65’ si libera di Henderson con un doppio tacco in area e fulmina Vasquez sul primo palo. Sembra l’inizio della fine per gli azzurri, invece la mazzata non arriva. Anzi, Esposito tenta il colpaccio al 78’ e trova i guantoni di Perin.

Calci di rigore

Calci di rigore, dunque. Come spesso accade, sbagliano i due più attesi: prima Vlahovic, poi Yildiz, mentre Henderson, Kouamé, Cacace e Marianucci non si fanno intimidire dai 39.000 dello Stadium e rialzano la testa dopo due mesi d’inferno. Certo, c’è il precedente della Cremonese, semifinalista e retrocessa, ma ci penseremo domani. Stasera c’è solo spazio per la gioia.

Brutti pensieri invece per Thiago Motta. La Coppa Italia per la sua Juventus già fuori dalla Champions e lontana dalla vetta del campionato era diventata un obiettivo vero e questa sconfitta brucia, eccome se brucia.

La delusione in casa bianconera

«Cosa lascia una serata così? Vergogna – ha detto a caldo il tecnico della Juve – Sento vergogna per quanto visto nel primo tempo e spero che anche i miei giocatori sentano la stessa cosa, perché possiamo sbagliare qualsiasi cosa ma non questo atteggiamento, quello del primo tempo è stato vergognoso. Sbaglio io perché non ho fatto capire ai miei giocatori l'importanza della partita, di vestire una maglia come quella della Juventus ed è per questo che non siamo in semifinale, non abbiamo meritato sul campo di andarci». «Ripercussioni mentali per la squadra? – ha aggiunto – No, spero che le critiche siano veramente forti, il nostro pubblico è stato anche molto gentile con noi per quello che abbiamo visto nel primo tempo e sicuramente spero in una reazione subito di questi giocatori, perché ripeto, sento vergogna».

La gioia azzurra

Tutt’altra musica in casa azzurra. «I ragazzi hanno fatto una impresa, hanno scritto una pagina storica di questo club – ha detto Roberto D’Aversa – Ci deve servire soprattutto per il campionato, venivamo da una sconfitta pesante. Ho chiesto semplicemente una partita di orgoglio, siamo andati oltre. Ci godiamo questo splendido traguardo considerando anche che c'erano tre ragazzi del settore giovanile e uno della Primavera. Questo risultato ci deve far capire che se affrontiamo le partite come stasera sicuramente raggiungeremo il nostro obiettivo. I rigori? I ragazzi hanno avuto una tranquillità e una serenità da veterani, era un momento difficile e sinceramente non me lo aspettavo. Battere i rigori sotto la curva della Juve con la serenità dei veterani mi fa ben sperare».

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